Scegli il PD che ti rappresenta.

Luisa Laurelli


Luisa Laurelli

Luisa Laurelli, sposata con Giuseppe, ha due figli.Nata a Castelnuovo della Daunia in Puglia, si trasferì a Roma da piccolissima. Qui cresce e vive con grande intensità il fermento della fine degli anni ‘60 che vede nascere in lei quelle passioni che ora rendono orgogliosa la sua famiglia, che la stima per i suoi meriti e il suo stile di lavoro contraddistinto da correttezza, onestà, grande impegno e rispetto per tutti quei cittadini che a ogni elezione le hanno confermato la fiducia.
Laureata in lettere con punteggio altissimo, mentre lavorava e aveva i due figli piccoli, non ha però mai lasciato da parte le sue passioni: la politica e la pittura.Quest’ultima, un tempo piacere personale, la vede ora protagonista attiva con la partecipazione a numerose rassegne d’arte in Italia ed all’estero.
La politica la coinvolge fin da giovanissima quando collaborando attivamente con la FGCI, di cui fa parte, si impegna con un gruppo di amici in molte lotte per migliorare la qualità della vita del suo quartiere nella periferia sud di Roma.
Inizia così la sua “carriera” all’interno del PCI, che oggi è il PD, prima come consigliere circoscrizionale, poi nel distretto scolastico, poi come consigliere della USL occupandosi di sanità, seguendo e concretizzando la nascita del nuovo ospedale Sant’Eugenio e di molti ambulatori sul territorio.
Eletta Consigliere Comunale nel 1993 Luisa Laurelli diventa da subito vicepresidente del Consiglio Comunale.
Nel 1997 viene rieletta e con l’elezione a Presidente del Consiglio Comunale, prima donna in Italia, riceve il difficile incarico di dirigere i lavori dell’Aula “Giulio Cesare”. In questo ruolo guida i lavori dell’Aula fino al 2001.
Eletta nel 2001 per la terza volta Consigliere Comunale, è stata Presidente della Commissione Consiliare permanente per le Politiche Sociali e componente delle commissioni Statuto ed Elette.
Dal 2005 è consigliere della Regione Lazio dove presiede la commissione Sicurezza e Lotta alla criminalità, è responsabile del coordinamento delle elette e componente della commissione Politiche sociali e controllo della sanità.

Sito personale

Le risposte di Luisa Laurelli alle nostre domande:

Europa e Integrazione europea

1) Secondo lei, l’obiettivo dell’Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?

Sono molto favorevole perché finalmente si potranno realizzare gli obbiettivi dei padri fondatori dell’europeismo a cominciare da Altiero Spinelli.

2) Quali sono i tre principali settori dove, secondo lei, i poteri del Parlamento Europeo dovrebbero essere rafforzati ed estesi?

La politica estera, per favorire la pace, l’integrazione e la coesione tra i popoli, la cooperazione e la solidarietà. Il secondo obbiettivo è la politica a tutela degli interessi dell’Italia, dalle politiche agricole a quelle della formazione. Il terzo è la politica della sicurezza, intesa come lotta al terrorismo, alla mafia e alle illegalità diffuse, come sicurezza sociale e tutela delle persone più in difficoltà compresi gli immigrati.

3) Lei è d’accordo con l’affermazione secondo cui la mancanza in seno al PE di un forte gruppo parlamentare realmente europeista sia una delle ragioni del rallentamento del processo di integrazione europea?

Si.

4) Secondo il suo punto di vista, cosa bisognerebbe fare per incentivare e favorire il processo di integrazione europea?

Occorrerebbe un maggiore coinvolgimento dei popoli. I partiti dovrebbero operare per questo.

Diritti Civili

1) Secondo lei, sul tema dei diritti civili, l’Europa dovrebbe poter stabilire delle linee guida che tutti gli Stati europei devono poi rispettare?

Sicuramente e assieme alle linee guida dovrebbe stabilire sanzioni per ottenerne il rispetto.

2) Sul testamento biologico, lei sosterrebbe in Europa, se ne avesse la possibilità, una legge di indirizzo basata sugli stessi principi del progetto del Senatore Ignazio Marino?

Si, sono molto d’accordo con la proposta del senatore Ignazio Marino che apprezzo per le sue battaglie di civiltà.

3) Si batterebbe in Europa per ribadire che le coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali?

Decisamente si, non voglio alcuna distinzione che di fatto è una discriminazione.

4) Qual e’ secondo lei il giusto equilibrio tra il rispetto dei diritti e il rispetto delle coscienze individuali?

Chi è eletto nelle Istituzioni deve operare a garanzia del rispetto dei diritti e lo fa attraverso il suo voto. Un eletto ha una coscienza individuale che non può superare il dovere della rappresentanza dei cittadini che si esprime con il voto.

Sicurezza sul lavoro, salario minimo, Welfare

1) Alcuni Stati europei sono contrari ad una regolamentazione europea dei diritti dei lavoratori. Di fronte ad una ipotetica minaccia, da parte di alcuni Paesi, di uscire dall’Unione nel caso in cui si andasse in quella direzione, lei privilegerebbe l’estensione dei diritti o il mantenimento di tutti i membri?

Privilegerei l’estensione dei diritti. L’unità della Europa non si può fare a discapito dei diritti dei lavoratori.

2) Il PD ha riconosciuto come battaglie centrali negli ultimi mesi quelle per il salario minimo e la sicurezza sul lavoro, oltre a quelle da sempre portate avanti nei campi della salute e del Welfare in generale. Secondo lei, è pensabile l’idea di un “welfare europeo”, ovvero di stabilire delle garanzie minime per i lavoratori e i cittadini degli stati membri? Quale potrebbe essere un obiettivo realistico in questa direzione, e come potrebbe essere conseguito?

Nella Regione Lazio abbiamo di recente approvato la legge sul reddito minimo garantito. Anche per rendere utile l’Europa ai cittadini, sono necessarie linee guida che rendono omogenei i sistemi di welfare, con l’obbiettivo di far avanzare i sistemi statali più arretrati, per evitare discriminazioni e offrire garanzie minime.

Ambiente, Trasporti ed energia

1) Secondo lei, le politiche per la lotta al surriscaldamento globale dovrebbero essere incoraggiate anche se a discapito della crescita economica e dell’occupazione ?

Si, penso che garantire un futuro migliore al nostro pianeta e a chi ci vivrà, sia prioritario rispetto ai temi dello sviluppo e della crescita economica. Sono convinta che la ricerca scientifica aiuterà anche le questioni dell’occupazione nell’ambito dello sviluppo sostenibile.

2) Oggi “i fondi comunitari dedicati a tutelare l’ambiente sostengono vari progetti, quali la costituzione di economie rurali, competitive e rispettose dell’ambiente, con la maggior parte dei fondi destinati agli agricoltori, l’adeguamento del settore della pesca all’impoverimento degli stock di pesce, o i programmi ambientali che incoraggiano la tutela dell’ambiente in tutti i progetti politici.” Secondo lei, sarebbe giusto spostare una parte di questi fondi ambientali da pesca e agricoltura al sostegno delle energie rinnovabili? Se si, quanti di questi fondi (una piccola parte/una buona parte/la maggior parte).

Penso che sia giusto perché il sostegno alle energie aiuterà alla lunga, anche i progressi in agricoltura e nel settore della pesca. Una buona parte.

3) In considerazione delle peculiarità dei prodotti enogastronomici e delle biodiversità agricole italiane, e di quanto esse rappresentano in termini di ricchezza nazionale e di incentivo alla nostra offerta turistica, crede che gli europarlamentari italiani dovrebbero fare blocco per difenderli se necessario? Secondo lei, in casi come questi è più importante privilegiare l’interesse nazionale o la solidarietà come gruppo europeo?

E’ più importante garantire la specificità italiana e quindi farei un’azione di lobbing pur di ottenere l’obbiettivo di valorizzare i prodotti agricoli italiani. Lo stesso principio vale per la tutela di quelli degli altri Paesi, sapendo che la diversità è una ricchezza.

4) La questione del nucleare e’ abbastanza complessa e riguarda, tra gli altri, costi effettivi (costruzione, mantenimento e funzionamento, smantellamento), messa in sicurezza degli impianti e delle scorie prodotte, tempi di costruzione, comprendente anche l’accettazione da parte delle popolazioni vicine al luogo interessato, e gas serra, in un delicato bilancio che non sempre risulta a favore delle centrali a fissione rispetto ad altre forme di energia alternativa. A suo modo di vedere, in un programma europeo per la differenziazione delle fonti energetiche, quale ruolo deve essere riservato al nucleare ? E perchè ?

Io ho votato contro il nucleare nel referendum che si è fatto alcuni anni fa in Italia. Non conosco i nuovi sistemi di realizzazione di centrali nucleari e quindi, prima di decidere qualsiasi cosa, mi informerei nel modo meni ideologico possibile.

Libertà d’informazione

1) Secondo lei, il problema della concentrazione del potere mediatico all’interno dei singoli Paesi europei deve essere affrontato principalmente come un problema legato all’antitrust e alla concorrenza, oppure come un problema legato alla democrazia? In ogni caso, crede che si dovrebbero stabilire a livello europeo dei tetti pubblicitari per i diversi mezzi di informazione (TV, carta stampata, internet, etc.)?

E’ un problema legato alla democrazia. Quando alcuni anni fa nell’ambito del Congresso dei Poteri Locali e Regionali d’Europa (CPLRE) che ha sede a Strasburgo, ho partecipato alla stesura del Codice Etico degli Eletti Locali e Regionali, quello della concentrazione del potere mediatico in Italia, è stato considerato da tutti come un problema di democrazia a rischio. Occorrono regole europee nel settore.

2) Secondo lei le regole minime sugli standard di democrazia per i Paesi della UE, anche per Paesi che ne fanno già parte, devono considerare anche i temi della libertà d’informazione? A suo giudizio, la situazione italiana come dovrebbe essere valutata secondo criteri in questo campo (normale, delicata, grave, molto grave)? E secondo lei come dovrebbero essere affrontate eventuali violazioni di questi standard da parte di Paesi già membri?

Si. La situazione italiana nel campo del settore dell’informazione è molto grave, perché la concentrazione del potere mediatico in una sola persona che è anche leader politico, crea disparità di opportunità per gli altri leader e le altre forze politiche.

3) Cosa ne pensa della possibilità, di cui si parla in questi giorni, di emanare leggi che in qualche modo limitino e controllino il flusso di informazioni su internet?

Le informazioni via internet sono indispensabili ma lo è anche un valido sistema di controllo che consenta il contrasto alle mafie, al terrorismo internazionale, allo sfruttamento sessuale delle persone, alla violazione dei diritti dei bambini.

Impegni personali se verrà eletto

1) Oggi i dati sulle assenze dei singoli deputati europei sono riservati. Lei è disposto ad impegnarsi a rendere pubblici i dati riferiti alla sue assenze? E’ favorevole a votare una modifica dei regolamenti perché il Parlamento Europeo renda pubblici questi dati per tutti i deputati?

Da eletta voterò la modifica perché il Parlamento Europeo renda pubblici i dati sull’assenteismo degli eletti e renderò pubbliche le motivazioni delle mie assenze. Ho già operato in questo modo quando ho reso pubblici i dati delle assenze del sindaco e dei consiglieri ( comprese le proposte portate avanti dagli eletti), quando ho fatto la Presidente del Consiglio Comunale di Roma (1994/2001). La pubblicizzazione avveniva nella conferenza stampa avveniva nella conferenza stampa di fine anno e ogni 3 mesi con comunicazioni ai giornali.

2) Lei personalmente a quale raggruppamento europeo vorrebbe aderire nel PE: PSE, ALDE, o un altro da creare?

Nel PSE, in attesa di capire su quali presupposti si dovrà creare un altro gruppo.

3) Attualmente il conservatore José Manuel Durao Barroso con l’appoggio unanime del PPE (suo partito di appartenenza) e di una parte sostanziale del PSE sembra essere destinato ad un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. Lei è d’accordo? Non pensa che le forze europee riformiste e di sinistra debbano promuovere un candidato che sia espressione di una Europa diversa da quella rappresentata dal candidato conservatore portoghese?

Le strategie nella scelta dei candidati, del Paese rappresentato e del raggruppamento politico, sono molto delicate e complesse. Spettano ai raggruppamenti politici e agli equilibri interni al Parlamento. Occorre conoscere le Istituzioni europee, per capire che non si improvvisano scelte come queste e che non si fanno ovviamente da soli. Quando nel CPLRE sono stata eletta presidente di una delle 4 Commissioni del Congresso (dove sono stata dal 1996 al 2005 e dove ho lavorato con umiltà e assiduità), toccava ad un eletto del PSE, ad una donna e sono stata scelta io che già ero componente della Commissione Coesione Sociale, sicurezza e pari opportunità. In questo modo l’Italia ha avito una presidenza. Penso che le forze di sinistra e riformiste saranno più forti nel proporre un candidato che operi per un’Europa progressista, se alle elezioni del 6/7 giugno la sinistra si affermerà con forza.

Update me when site is updated