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Debora Serracchiani


Debora Serracchiani

serracchianiSono nata a Roma il 10 novembre 1970. Ora vivo a Udine ed esercito qui la professione di avvocato.
Sono stata consigliera nella seconda circoscrizione del capoluogo friulano e coordinatrice della Commissione circoscrizionale “Urbanistica-territorio e lavori pubblici”.
Nel 2006 sono stata eletta in Consiglio provinciale nella lista dei Democratici di sinistra (collegio di Udine I).
Rieletta in Consiglio provinciale nel 2008 nella lista del PD, ricopro il ruolo di vicecapogruppo e sono, inoltre, vicepresidente della Commissione Consiliare Ambiente ed Energia nonché componente della Commissione Statuto e Regolamenti.
Nel dicembre del 2008 sono stata eletta Segretaria comunale del Partito Democratico di Udine.

Sito personale

Le risposte di Debora Serracchiani alle nostre domande:

Europa e Integrazione europea

1) Secondo lei, l´obiettivo dell´Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?

Si, ma non è realistico in tempi brevi, bisogna procedere gradualmente con gli stati che sono d’accordo con questo obiettivo.

2) Quali sono i tre principali settori dove, secondo lei, i poteri del Parlamento Europeo dovrebbero essere rafforzati ed estesi?

Politica estera, welfare o stato sociale, ricerca.

3) Lei è d´accordo con l´affermazione secondo cui la mancanza in seno al PE di un forte gruppo parlamentare realmente europeista sia una delle ragioni del rallentamento del processo di integrazione europea?

No perché una più forte integrazione Europea dipende dalla volontà degli Stati membri.

4) Secondo il suo punto di vista, cosa bisognerebbe fare per incentivare e favorire il processo di integrazione europea?

La creazione di un movimento di opinione pubblica europeo che prema sull’orientamento degli stati nazionali, come dimostrano le difficoltà incontrate per l’approvazione della Costituzione europea.

Diritti Civili

1) Secondo lei, sul tema dei diritti civili, l´Europa dovrebbe poter stabilire delle linee guida che tutti gli Stati europei devono poi rispettare?

Delle linee guida sono utili per arrivare ad una “coscienza europea”.

2) Sul testamento biologico, lei sosterrebbe in Europa, se ne avesse la possibilità, una legge di indirizzo basata sugli stessi principi del progetto del Senatore Ignazio Marino?

Sì, è un buon testo.

3) Si batterebbe in Europa per ribadire che le coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali?

Sì, la società nuova ci chiede di assumerci delle responsabilità.

4) Qual e´ secondo lei il giusto equilibrio tra il rispetto dei diritti e il rispetto delle coscienze individuali?

Gli individui devono essere messi nella possibilità di scegliere, nel rispetto della coscienza di ciascuno.

Sicurezza sul lavoro, salario minimo, Welfare

1) Alcuni Stati europei sono contrari ad una regolamentazione europea dei diritti dei lavoratori. Di fronte ad una ipotetica minaccia, da parte di alcuni Paesi, di uscire dall´Unione nel caso in cui si andasse in quella direzione, lei privilegerebbe l´estensione dei diritti o il mantenimento di tutti i membri?

In realtà molte delle legislazioni nazionali sui temi del lavoro sono ormai di derivazione europea. Una regolamentazione europea si sta già affermando, ma in questo momento va privilegiato il mantenimento degli stati membri in quanto premessa per la costruzione di un diritto europeo dei lavoratori.

2) Il PD ha riconosciuto come battaglie centrali negli ultimi mesi quelle per il salario minimo e la sicurezza sul lavoro, oltre a quelle da sempre portate avanti nei campi della salute e del Welfare in generale. Secondo lei, è pensabile l´idea di un “welfare europeo”, ovvero di stabilire delle garanzie minime per i lavoratori e i cittadini degli stati membri? Quale potrebbe essere un obiettivo realistico in questa direzione, e come potrebbe essere conseguito?

Si deve tenere presente che in Europa esistono vari modelli di welfare e che un obiettivo realistico non può che partire dai diritti fondamentali delle persone già individuati dal parlamento europeo.

Ambiente, Trasporti ed energia

1) Secondo lei, le politiche per la lotta al surriscaldamento globale dovrebbero essere incoraggiate anche se a discapito della crescita economica e dell´occupazione?

Penso che le nuove tecnologie, le nuove fonti energetiche possano consentire non solo di non dover considerare alternative la lotta al surriscaldamento e la crescita economica, ma il ricorso alle fonti rinnovabili può essere un’occasione di sviluppo e di crescita dell’occupazione, oltre che garantire la tutela dell’ambiente e la salute delle persone.

2) Oggi “i fondi comunitari dedicati a tutelare l´ambiente sostengono vari progetti, quali la costituzione di economie rurali, competitive e rispettose dell´ambiente, con la maggior parte dei fondi destinati agli agricoltori, l´adeguamento del settore della pesca all´impoverimento degli stock di pesce, o i programmi ambientali che incoraggiano la tutela dell´ambiente in tutti i progetti politici.” Secondo lei, sarebbe giusto spostare una parte di questi fondi ambientali da pesca e agricoltura al sostegno delle energie rinnovabili? Se si, quanti di questi fondi (una piccola parte/una buona parte/la maggior parte).

Il sostegno alle energie rinnovabili deve essere una priorità per l’europa, ma i fondi vanno ricercati altrove perché è comunque importante continuare ad operare sul settore delle economie rurali e della pesca nel senso della sostenibilità con progetti politici di valore. Sono convinta comunque che una razionalizzazione delle risorse, consentirebbe di trovare i fondi necessari.

3) In considerazione delle peculiarità dei prodotti enogastronomici e delle biodiversità agricole italiane, e di quanto esse rappresentano in termini di ricchezza nazionale e di incentivo alla nostra offerta turistica, crede che gli europarlamentari italiani dovrebbero fare blocco per difenderli se necessario? Secondo lei, in casi come questi è più importante privilegiare l´interesse nazionale o la solidarietà come
gruppo europeo?

Un blocco di parlamentari italiani sarebbe inutile testimonianza. Occorre convincere gli altri Parlamentari, a partire da quelli mediterranei che hanno in parte situazioni simili alle nostre, che la costruzione dell’unità europea passa anche attraverso la difesa delle rispettive specificità che esistono in tutti gli stati membri.

4) La questione del nucleare e´ abbastanza complessa e riguarda, tra gli altri, costi effettivi (costruzione, mantenimento e funzionamento, smantellamento), messa in sicurezza degli impianti e delle scorie prodotte, tempi di costruzione, comprendente anche l´accettazione da parte delle popolazioni vicine al luogo interessato, e gas serra, in un delicato bilancio che non sempre risulta a favore delle centrali a fissione rispetto ad altre forme di energia alternativa. A suo modo di vedere, in un programma europeo per la differenziazione delle fonti energetiche, quale ruolo deve essere riservato al nucleare ? E perche?

Penso che sia meglio espandere l’uso delle fonti rinnovabili e nello stesso tempo porsi anche l’obiettivo del risparmio energetico. Il nucleare anche in considerazione della mancanza di garanzie in tema di sicurezza e di smaltimento delle scorie, non mi pare una alternativa energetica.

Libertà d´informazione

1) Secondo lei, il problema della concentrazione del potere mediatico all´interno dei singoli Paesi europei deve essere affrontato principalmente come un problema legato all´antitrust e alla concorrenza, oppure come un problema legato alla democrazia? In ogni caso, crede che si dovrebbero stabilire a livello europeo dei tetti pubblicitari per i diversi mezzi di informazione (TV, carta stampata, internet, etc.)?

E’ un problema di democrazia; l’antitrust dovrebbe essere lo strumento per affermarla, ovviamente stabilendo regole più stringenti e sanzioni più certe ed efficaci di quelle attuali. Confido che in Europa si possa garantire quella democrazia e libertà di informazione che il nostro paese da solo non trova. Sì, sicuramente vanno fissati tetti pubblicitari: c’è un problema di sostegno economico ai mezzi di informazione, ma anche di tutela del pluralismo dell’informazione.

2) Secondo lei le regole minime sugli standard di democrazia per i Paesi della UE, anche per Paesi che ne fanno già parte, devono considerare anche i temi della libertà d´informazione? A suo giudizio, la situazione italiana come dovrebbe essere valutata secondo criteri in questo campo (normale, delicata, grave, molto grave)? E secondo lei come dovrebbero essere affrontate eventuali violazioni di questi standard da parte di Paesi già membri?

La libertà di informazione è una delle condizioni fondamentali per garantire la democrazia. In Italia la concentrazione di gran parte del potere mediatico nelle mani di una persona sola, che è anche Presidente del Consiglio, determina una situazione molto grave. In questo caso, tuttavia, la sinistra non è senza colpe visto il fallimento dei diversi tentativi di fare una legge sul conflitto di interessi. Quindi, c’è un problema di sanzioni per la violazione degli standard, ma soprattutto di regole e di controlli.

3) Cosa ne pensa della possibilità, di cui si parla in questi giorni, di emanare leggi che in qualche modo limitino e controllino il flusso di informazioni su internet?

Sono contraria a leggi che limitino e/o controllino il flusso di informazioni su internet. Sussiste comunque un problema di vigilanza sull’uso che si fa delle informazioni, che possono essere diseducative (pensiamo ai bambini), pericolose (pensiamo a organizzazioni eversive, ai pedofili), incompatibili con i principi democratici (pensiamo all’apologia del fascismo).

Impegni personali se verrà eletto

1) Oggi i dati sulle assenze dei singoli deputati europei sono riservati. Lei è disposto ad impegnarsi a rendere pubblici i dati riferiti alla sue assenze? E´ favorevole a votare una modifica dei regolamenti perché il Parlamento Europeo renda pubblici questi dati per tutti i deputati?

Sono favorevole a rendere pubblici i dati di tutti e quindi anche i miei, perchè penso che un candidato non possa chiedere i voti per andare nel Parlamento europeo e poi non andarci/starsene a casa.

2) Lei personalmente a quale raggruppamento europeo vorrebbe aderire nel PE: PSE, ALDE, o un altro da creare?

A un altro da creare, perchè penso che come il PD segni una svolta in Italia, così anche i partiti europei, che aderiscono oggi al PSE, debbano fare i conti con una realtà e con una prospettiva diversa da quella che nel 1992 aveva dato origine al PSE come, tra l’altro, associato all’Internazionale socialista. Tuttavia, va mantenuta la prospettiva di un rapporto con il PSE, perchè se leggo il suo Manifesto per le elezioni europee trovo molti punti di convergenza.

3) Attualmente il conservatore José Manuel Durao Barroso con l´appoggio unanime del PPE (suo partito di appartenenza) e di una parte sostanziale del PSE sembra essere destinato ad un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. Lei è d´accordo?
Non pensa che le forze europee riformiste e di sinistra debbano promuovere un candidato che sia espressione di una Europa diversa da quella rappresentata dal candidato conservatore portoghese?

In teoria sì, ma ci sono, o meglio ci saranno, le condizioni numeriche per riuscire a cambiare?

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