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Vittorio Prodi


Vittorio Prodi

prodiSono nato a Reggio Emilia il 19 maggio del 1937. Dopo il percorso di studi superiori ho conseguito la laurea in Fisica presso l’Università di Bologna nel 1959. Nel 1964 ho sposato Alessandra Cavallini e abbiamo quattro figli (Luca, Matteo, Marco e Giovanni). Sono stato docente universitario e ricercatore in diversi istituti nazionali ed internazionali, sono autore di numerose pubblicazioni e di 5 brevetti internazionali. Sono cattolico praticante e sono stato presidente dell’Azione Cattolica dal 1986 al 1992, esperienza che ricordo con affetto e che mi dato moltissimo. Mi sono sempre interessato delle vicende politiche e sociali del nostro Paese ma ho iniziato a dedicarmi alla politica attiva verso la fine del 1992, nella stagione referendaria che ha sancito l’applicazione del sistema elettorale maggioritario. Nel ’95 vengo chiamato a candidarmi nella competizione per l’elezione diretta del presidente della Provincia di Bologna per lo schieramento di centro-sinistra e ottengo oltre il 60% del consenso degli elettori. Intanto lavoro per far nascere il nuovo movimento nazionale dell’Ulivo, grande e indimenticabile esperienza. Sono anni importanti anche per le Province, che crescono e che grazie all’impegno di molti altri colleghi, allargano le competenze istituzionali. Sono anni di trattative con il Governo per le modifiche alle leggi 142 e 241, a cui ho partecipato in qualità di presidente dell’UPI regionale. Nel 1999 accetto di ricandidarmi alla presidenza della Provincia di Bologna e vengo rieletto riconfermando un consenso altissimo. Nel dicembre 2002 vedo finalmente realizzarsi un progetto a cui lavoravo da anni e di cui vado molto orgoglioso: la Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, di cui mi onoro di essere stato nominato presidente (carica che ricopro fino a dicembre 2007). Nel giugno 2004 partecipo alla competizione per il parlamento europeo. La campagna elettorale è impegnativa, il collegio nord est è vasto, ma il territorio è attento e stimolante. Gli elettori mi concedono fiducia, con convinzione. Non ci sono parole per ringraziare i 128.900 elettori che mi hanno accordato la preferenza. Ho aderito al Gruppo dell’Alleanza dei democratici e dei Liberali per l’Europa (ADLE) e sono membro della ENVI (Commissione Parlamentare per l’ambiente, la sanità e la sicurezza alimentare), e membro sostituto della ITRE (Commissione per l’Industria, la ricerca e l’energia). Sono primo vice-presidente della Commissione Temporanea sul Cambiamento Climatico. Sono Presidente della Delegazione per le relazioni con il Sudafrica e membro sostituto della Delegazione per le relazioni con il Consiglio Legislativo Palestinese. Sono stato membro della delegazione parlamentare per la Croazia dal 2004 al 2008.”

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Le risposte di Vittorio Prodi alle nostre domande:

Europa e Integrazione europea

1) Secondo lei, l’obiettivo dell’Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?

Cedo sia molto importante rafforzare le istituzioni europee, in particolare il parlamento (che è l’organo di espressione democratica dei cittadini), in modo da poter prendere le decisioni a livello europeo in modo piu’ snello e democratico, superando l’attuale diritto di veto.

2) Quali sono i tre principali settori dove, secondo lei, i poteri del Parlamento Europeo dovrebbero essere rafforzati ed estesi?

Poltica estera, misure contro il cambiamento climatico e politica energetica

3) Lei è d’accordo con l’affermazione secondo cui la mancanza in seno al PE di un forte gruppo parlamentare realmente europeista sia una delle ragioni del rallentamento del processo di integrazione europea?

Nel mio primo mandato come parlamentare europeo ho incontrato molti parlamentari convintamente europeisti e credo che, al di la’ delle rispettive appartenenze politiche, ci sia spazio per lavorare a un rafforzamento delle istituzioni europee. certamente la divisione maggiore al parlamento e’ tra chi lavora a un rafforzamento dell’Europa e chi invece ragiona ancora in termini di stati nazionali. ovviamente io sono tra quelli che vogliono piu’ Europa.

4) Secondo il suo punto di vista, cosa bisognerebbe fare per incentivare e favorire il processo di integrazione europea?

Lavorare al rafforzamento delle istituzioni, comunicare meglio con i cittadini e coinvolgerli nella realizzazione del progetto europeo

Sicurezza sul lavoro, salario minimo, Welfare

1) Alcuni Stati europei sono contrari ad una regolamentazione europea dei diritti dei lavoratori. Di fronte ad una ipotetica minaccia, da parte di alcuni Paesi, di uscire dall’Unione nel caso in cui si andasse in quella direzione, lei privilegerebbe l’estensione dei diritti o il mantenimento di tutti i membri?

M sono sempre dichiarato favorevole al superamento del diritto di veto da parte dei singoli stati membri, proprio perche’ ritengo fondamentale andare avanti con decisione sulla definizione di regole europee, anche in tema di diritti

2) Il PD ha riconosciuto come battaglie centrali negli ultimi mesi quelle per il salario minimo e la sicurezza sul lavoro, oltre a quelle da sempre portate avanti nei campi della salute e del Welfare in generale. Secondo lei, è pensabile l’idea di un “welfare europeo”, ovvero di stabilire delle garanzie minime per i lavoratori e i cittadini degli stati membri? Quale potrebbe essere un obiettivo realistico in questa direzione, e come potrebbe essere conseguito?

Ambiente, Trasporti ed energia

1) Secondo lei, le politiche per la lotta al surriscaldamento globale dovrebbero essere incoraggiate anche se a discapito della crescita economica e dell’occupazione?

Delle misure serie contro il riscaldamento globale potrebbero portare a una nuova crescita economica e a nuovi posti di lavoro. in spagna e in germania l’investimento nel settore delle rinnovabili ha creato centinaia di uovi posti di lavoro. la lotta al cambiamento climatico non e’ un costo, ma un’opportunita’ che dobbiamo essere in grado di cogliere

2) Oggi “i fondi comunitari dedicati a tutelare l’ambiente sostengono vari progetti, quali la costituzione di economie rurali, competitive e rispettose dell’ambiente, con la maggior parte dei fondi destinati agli agricoltori, l’adeguamento del settore della pesca all’impoverimento degli stock di pesce, o i programmi ambientali che incoraggiano la tutela dell’ambiente in tutti i progetti politici.” Secondo lei, sarebbe giusto spostare una parte di questi fondi ambientali da pesca e agricoltura al sostegno delle energie rinnovabili? Se si, quanti di questi fondi (una piccola parte/una buona parte/la maggior parte).

In questi anni mi sono sempre battuto per andare in questa direzione. ho anche proposto al commissario per l’agricoltura misure che permettano all’agricoltura di avere entrate paragonabili a quelle dei sussidi utilizzando i residui agricoli per produrre energia. in questo modo una buona parte dei fondi attualmente destinati all’agricoltura potrebbero essere utilizzati per investimenti nel settore delle energie rinnovabili.

3) In considerazione delle peculiarità dei prodotti enogastronomici e delle biodiversità agricole italiane, e di quanto esse rappresentano in termini di ricchezza nazionale e di incentivo alla nostra offerta turistica,
crede che gli europarlamentari italiani dovrebbero fare blocco per difenderli se necessario? Secondo lei, in casi come questi è più importante privilegiare l’interesse nazionale o la solidarietà come gruppo europeo?

Credo che tutelare i prodotti tipici sia un vantaggio per tutta l’Europa e quindi non si tratti di scegliere tra un interesse e un altro

4) La questione del nucleare e’ abbastanza complessa e riguarda, tra gli altri, costi effettivi (costruzione, mantenimento e funzionamento, smantellamento), messa in sicurezza degli impianti e delle scorie prodotte, tempi di costruzione, comprendente anche l’accettazione da parte delle popolazioni vicine al luogo interessato, e gas serra, in un delicato bilancio che non sempre risulta a favore delle centrali a fissione rispetto ad altre forme di energia alternativa. A suo modo di vedere, in un programma europeo per la differenziazione delle fonti energetiche, quale ruole deve essere riservato al nucleare ? E perche ?

Credo che esistano una molteplicita’ di fonti energetiche che richiedono investimenti minori rispetto al nucleare e che sarebbero in grado di fornire risultati in un lasso di tempo piu’ breve. si tratta pero’ di avere il coraggio di superare la logica della grande centrale e di pensare invece a una produzione energetica distribuita sul territorio, sfruttando il mix energetico (eolico, solare, gas da biomassa sostenibile – quella cioe’ prodotta dai residui agricoli e dai residui della manutenzione del territorio, non quella importata dall’estero – idroelettrico, geotermia). anche per questo ho lanciato al parlamento europeo, alla presenza di jeremy rifkin, il manifesto dei parlamentari europei per l’idrogeno.

Libertà d’informazione

1) Secondo lei, il problema della concentrazione del potere mediatico all’interno dei singoli Paesi europei deve essere affrontato principalmente come un problema legato all’antitrust e alla concorrenza, oppure come un problema legato alla democrazia? In ogni caso, crede che si dovrebbero stabilire a livello europeo dei tetti pubblicitari per i diversi mezzi di informazione (TV, carta stampata, internet, etc.)?

Si tratta di una questione cruciale, da affrontare a livello europeo, tenendo conto sia dell’aspetto economico (antitrust e concorrenza) ma soprattutto delle implicazioni per la democrazia.

2) Secondo lei le regole minime sugli standard di democrazia per i Paesi della UE, anche per Paesi che ne fanno già parte, devono considerare anche i temi della libertà d’informazione? A suo giudizio, la situazione italiana come dovrebbe essere valutata secondo criteri in questo campo (normale, delicata, grave, molto grave)? E secondo lei come dovrebbero essere affrontate eventuali violazioni di questi standard da parte di Paesi già membri?

La situazione italiana e’ evidentemente grave. Credo che sarebbero opportuni standard europei minimi.

3) Cosa ne pensa della possibilità, di cui si parla in questi giorni, di emanare leggi che in qualche modo limitino e controllino il flusso di informazioni su internet?

Sono contrario.

Impegni personali se verrà eletto

1) Oggi i dati sulle assenze dei singoli deputati europei sono riservati. Lei è disposto ad impegnarsi a rendere pubblici i dati riferiti alla sue assenze? E’ favorevole a votare una modifica dei regolamenti perché il Parlamento Europeo renda pubblici questi dati per tutti i deputati?

Ml mio precedente mandato ho avuto percentuali di presenza tra le piu’ alte (88-89% alle sedute plenarie, primo fra gli italiani per presenza ai lavori nelle commissioni…). solo una presenza assidua ai lavori parlamentari consente infatti di essere incisivi e credibili in ambito europeo. sono ovviamente favorevole a rendere pubblici i dati sulle presenze, cio’ non potra’ che incentivare una maggiore presenza e una maggiore possibilita’ per i cittadini di monitorare il nostro lavoro.

2) Lei personalmente a quale raggruppamento europeo vorrebbe aderire nel PE: PSE, ALDE, o un altro da creare?

Essendo candidato per il partito democratico, faro’ parte del nuovo gruppo che si federera’ con il pse, per creare un grande gruppo riformista europeo.

3) Attualmente il conservatore José Manuel Durao Barroso con l’appoggio unanime del PPE (suo partito di appartenenza) e di una parte sostanziale del PSE sembra essere destinato ad un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. Lei è d’accordo? Non pensa che le forze europee riformiste e di sinistra debbano promuovere un candidato che sia espressione di una Europa diversa da quella rappresentata dal candidato conservatore portoghese?

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