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Antonio Panzeri


Antonio Panzeri

Antonio Panzeri, 53 anni, bergamasco - sposato, con una figlia, Silvia, studentessa di giurisprudenza - è stato eletto nel giugno 2004 al Parlamento Europeo nella circoscrizione Nord Ovest e aderisce al gruppo PSE.

Dal 1995 al 2003 ha ricoperto la carica di Segretario Generale della Camera del Lavoro di Milano, la più grande di Europa, assumendo, in seguito, l’incarico di responsabile nazionale della CGIL per le politiche europee. Anni in cui ha sviluppato le proprie competenze in materia di problemi economici, di occupazione e lavoro e di bisogni sociali.

Attualmente, al Parlamento Europeo, ricopre i seguenti incarichi:

  • Segretario generale e tesoriere della Delegazione italiana del gruppo PSE;
  • Vicepresidente della Commissione Occupazione e affari sociali;
  • Membro supplente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori;
  • Membro della delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti.
  • Membro supplente della delegazione per le relazioni con il Giappone.
  • Membro dello STOA, l’unità per la valutazione scientifica e tecnologica del Parlamento Europeo.
  • Dall’elezione, fino a tutto il 2006, è stato membro della commissione Turismo e Trasporti.

E’ titolare di una repubblica settimanale su “Il Giorno” e autore di quattro testi, pubblicati con l’editrice Jaka Book:

  • “Il lavoratore fuori garanzia. Solitudini e responsabilità di una società avanzata”, una attenta analisi dei cambiamenti che interessano il mercato del lavoro e dei rischi ed opportunità che ne derivano (aprile 2003)
  • “Le tre Europe dei diritti. Per una corresponsabile integrazione europea”, una ampia ricognizione utile a comprendere di quale Europa c’è bisogno (maggio 2004)
  • “La democrazia economica”, insieme a E. Corali (settembre 2004)
  • “Nuovi lavori, flexicurity e rappresentaza politica”, con F. Di Nardo (giugno 2008).

Sito personale

Le risposte di Antonio Panzeri alle nostre domande:

Europa e Integrazione europea

1) Secondo lei, l’obiettivo dell’Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?

Si, sono favorevole. Questa dovrebbe essere la prospettiva. Sono nello stesso tempo realista e sarebbe già una gran cosa se potessimo velocamente far entrare in vigore il Trattato di Lisbona.

2) Quali sono i tre principali settori dove, secondo lei, i poteri del Parlamento Europeo dovrebbero essere rafforzati ed estesi?

Senza dubbio vanno rafforzati i poteri legislativi in campo economico, sociale e di politica estera.

3) Lei è d’accordo con l’affermazione secondo cui la mancanza in seno al PE di un forte gruppo parlamentare realmente europeista sia una delle ragioni del rallentamento del processo di integrazione europea?

I parlamentari eletti generalmente hanno più di altri una vocazione europeista, anche per effetto dell’elezione diretta da parte dei cittadini europei. In realtà le ragioni del rallentamento del processo di integrazione risiedono di più nell’insufficiente azione del Consiglio e della Commissione Europea.

4) Secondo il suo punto di vista, cosa bisognerebbe fare per incentivare e favorire il processo di integrazione europea?

Investire sull’idea stessa di Europa e fornire gli aiuti necessari ai paesi dell’est europeo. Tra l’altro, è l’unico modo per evitare fenomeni estesi di dumping sociale.

Diritti Civili

1) Secondo lei, sul tema dei diritti civili, l’Europa dovrebbe poter stabilire delle linee guida che tutti gli Stati europei devono poi rispettare?

L’approvazione della Carta dei diritti a livello europeo si inquadra in tale contesto. Indubbiamente l’Europa dovrebbe dettare l’agenda anche relativamente ai diritti civili.

2) Sul testamento biologico, lei sosterrebbe in Europa, se ne avesse la possibilità, una legge di indirizzo basata sugli stessi principi del progetto del Senatore Ignazio Marino?

Sì, senza ombra di dubbio.

3) Si batterebbe in Europa per ribadire che le coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali?

Sì, come ho già fatto nel recente passato.

4) Qual e’ secondo lei il giusto equilibrio tra il rispetto dei diritti e il rispetto delle coscienze individuali?

L’equilibrio è sempre difficile. Tuttavia l’azione legislativa deve sapere garantire i diritti a tutti e a tutte. Se usufruire di tali diritti o meno deve essere lasciato alla coscienza delle persone.

Sicurezza sul lavoro, salario minimo, Welfare

1) Alcuni Stati europei sono contrari ad una regolamentazione europea dei diritti dei lavoratori. Di fronte ad una ipotetica minaccia, da parte di alcuni Paesi, di uscire dall’Unione nel caso in cui si andasse in quella direzione, lei privilegerebbe l’estensione dei diritti o il mantenimento di tutti i membri?

Senza dubbio l’estensione dei diritti, perché, tra l’altro, questa è l’unica strada per ottenere maggiore integrazione europea, che sarà utile anche per quei paesi che oggi sono in qualche modo ostili.

2) Il PD ha riconosciuto come battaglie centrali negli ultimi mesi quelle per il salario minimo e la sicurezza sul lavoro, oltre a quelle da sempre portate avanti nei campi della salute e del Welfare in generale. Secondo lei, è pensabile l’idea di un “welfare europeo”, ovvero di stabilire delle garanzie minime per i lavoratori e i cittadini degli stati membri? Quale potrebbe essere un obiettivo realistico in questa direzione, e come potrebbe essere conseguito?

Il conseguimento di tale obiettivo può avvenire in due modi: attraverso l’approfondimento del processo di integrazione sociale e realizzando cessioni di sovranità di queste politiche da parte degli Stati membri verso l’Europa.

Ambiente, Trasporti ed energia

1) Secondo lei, le politiche per la lotta al surriscaldamento globale dovrebbero essere incoraggiate anche se a discapito della crescita economica e dell’occupazione?

Le due cose non sono in contraddizione. La lotta al surriscaldamento globale può essere anche propedeutica allo sviluppo economico e all’occupazione, come insegna il piano Obama.

2) Oggi “i fondi comunitari dedicati a tutelare l’ambiente sostengono vari progetti, quali la costituzione di economie rurali, competitive e rispettose dell’ambiente, con la maggior parte dei fondi destinati agli agricoltori, l’adeguamento del settore della pesca all’impoverimento degli stock di pesce, o i programmi ambientali che incoraggiano la tutela dell’ambiente in tutti i progetti politici.” Secondo lei, sarebbe giusto spostare una parte di questi fondi ambientali da pesca e agricoltura al sostegno delle energie rinnovabili? Se si, quanti di questi fondi (una piccola parte/una buona parte/la maggior parte).

Questo spostamento delle risorse da settori tradizionalmente importanti alle energie rinnovabili è e dovrà essere uno dei temi principali sui quali impegnare l’agenda del Parlamento Europeo.

3) In considerazione delle peculiarità dei prodotti enogastronomici e delle biodiversità agricole italiane, e di quanto esse rappresentano in termini di ricchezza nazionale e di incentivo alla nostra offerta turistica,
crede che gli europarlamentari italiani dovrebbero fare blocco per difenderli se necessario? Secondo lei, in casi come questi è più importante privilegiare l’interesse nazionale o la solidarietà come gruppo europeo?

Anche in questo caso può non sussistere la contraddizione. La difesa dei prodotti enogastronomici e della biodiversità agricola del nostro paese dovrebbero essere considerate anche interesse europeo.

4) La questione del nucleare e’ abbastanza complessa e riguarda, tra gli altri, costi effettivi (costruzione, mantenimento e funzionamento, smantellamento), messa in sicurezza degli impianti e delle scorie prodotte, tempi di costruzione, comprendente anche l’accettazione da parte delle popolazioni vicine al luogo interessato, e gas serra, in un delicato bilancio che non sempre risulta a favore delle centrali a fissione rispetto ad altre forme di energia alternativa. A suo modo di vedere, in un programma europeo per la differenziazione delle fonti energetiche, quale ruole deve essere riservato al nucleare ? E perche ?

Diversificare le fonti significa prendere in considerazione l’insieme delle opportunità energetiche. Compreso il nucleare. Senza dubbio, però, questo è possibile solo se in presenza di garanzie e sicurezza per i cittadini.

Libertà d’informazione

1) Secondo lei, il problema della concentrazione del potere mediatico all’interno dei singoli Paesi europei deve essere affrontato principalmente come un problema legato all’antitrust e alla concorrenza, oppure come un problema legato alla democrazia? In ogni caso, crede che si dovrebbero stabilire a livello europeo dei tetti pubblicitari per i diversi mezzi di informazione (TV, carta stampata, internet, etc.)?

Penso che serva davvero una regolamentazione per evitare abusi ed eccessive concentrazioni. Quello dei mezzi di comunicazione è un grandissimo tema perché rappresenta uno degli strumenti più importanti nella formazione della coscienza dell’opinione pubblica.

2) Secondo lei le regole minime sugli standard di democrazia per i Paesi della UE, anche per Paesi che ne fanno già parte, devono considerare anche i temi della libertà d’informazione? A suo giudizio, la situazione italiana come dovrebbe essere valutata secondo criteri in questo campo (normale, delicata, grave, molto grave)? E secondo lei come dovrebbero essere affrontate eventuali violazioni di questi standard da parte di Paesi già membri?

Indubbiamente quello della libertà e del pluralismo informativo è uno dei criteri che bisogna inserire per valutare la qualità della democrazia in un paese. Le violazioni degli standard devono prevedere sanzioni adeguate, mentre in presenza di eccessive concentrazioni dovrebbe essere previsto l’obbligo di vendita o cessione temporanea a terzi.

3) Cosa ne pensa della possibilità, di cui si parla in questi giorni, di emanare leggi che in qualche modo limitino e controllino il flusso di informazioni su internet?

Il tema è delicatissimo perché mette in evidenza il precario equilibrio che esiste fra libertà nella rete e possibili pericoli. L’esigenza di governare il flusso informativo è un problema che va affrontato con grande cautela, ma va affrontato.

Impegni personali se verrà eletto

1) Oggi i dati sulle assenze dei singoli deputati europei sono riservati. Lei è disposto ad impegnarsi a rendere pubblici i dati riferiti alla sue assenze? E’ favorevole a votare una modifica dei regolamenti perché il Parlamento Europeo renda pubblici questi dati per tutti i deputati?

Non avrei davvero nessun problema in questo senso.

2) Lei personalmente a quale raggruppamento europeo vorrebbe aderire nel PE: PSE, ALDE, o un altro da creare?

PSE, anche se bisognerà porsi il problema dell’allargamento di questo gruppo a tutte le forze democratiche e riformiste europee.

3) Attualmente il conservatore José Manuel Durao Barroso con l’appoggio unanime del PPE (suo partito di appartenenza) e di una parte sostanziale del PSE sembra essere destinato ad un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. Lei è d’accordo? Non pensa che le forze europee riformiste e di sinistra debbano promuovere un candidato che sia espressione di una Europa diversa da quella rappresentata dal candidato conservatore portoghese?

L’attuale presidente della Commissione Europea ha mostrato tutte le sue debolezze di leadership. Avremmo bisogno di ben altro. Tuttavia, ho l’impressione che finché non entrerà in vigore il Trattato di Lisbona, subiremo i vecchi giochi politici. Se avessimo la possibilità, come spero avvenga presto, di avere regole europee diverse dalle attuali, allora si aprirebbe un formidabile spazio politico per giocare finalmente una partita europea nuova. Questo è, tra l’altro, uno degli impegni che mi sento di assumere se sarò eletto al Parlamento Europeo.

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