Chiara Porro de’ Somenzi
È nata a Tortona (Alessandria) nel 1945; vive a Milano, è sposata ed ha due figli.
Laureata in medicina nel 1969, si è specializzata in medicina interna e ha operato per dieci anni come medico presso l’Ospedale di Garbagnate Milanese.
Successivamente ha conseguito la specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva e diretto l’Ufficio Malattie Infettive della Regione Lombardia, introducendo durante quegli anni la vaccinazione contro il morbillo, quella contro l’epatite virale B ed adottando le prime misure contro la diffusione dell’AIDS.
Dal 1989 al è stata Coordinatore sanitario, poi Direttore sanitario, di alcune Ussl di Milano e dal 1998 al 2007 direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL Città di Milano, occupandosi principalmente della salvaguardia dell’igiene ambientale, della sicurezza sul lavoro, della prevenzione delle malattie infettive.
Attualmente svolge attività di consulenza presso un’Azienda Ospedaliera pubblica di Milano.
È stata per più di quindici anni professore a contratto per le materie dell’Igiene e della Sanità Pubblica presso le Università di Pavia e di Milano.
Da un anno coordina il Forum Salute e Welfare dell’area metropolitana milanese del PD.
Convinta della esigenza di tutelare la salute pubblica attraverso un sistema sanitario aperto a tutti e gratuito, della necessità di coordinare strettamente la medicina territoriale e quella ospedaliera e di integrare le cure mediche e l’assistenza sociale, si è adoperata, nel corso della sua attività professionale, per la concreta realizzazione di questi principi.
Le risposte di Chiara Porro de’ Somenzi alle nostre domande:
Europa e Integrazione europea
1) Secondo lei, l’obiettivo dell’Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?
Ritengo che la creazione di uno Stato Federale Europeo debba essere un obiettivo prioritario. La sua realizzazione in tempi brevi potrebbe portare grandi vantaggi a tutti i cittadini europei e, in prospettiva, avere effetti particolarmente positivi per le generazioni più giovani.
2) Quali sono i tre principali settori dove, secondo lei, i poteri del Parlamento Europeo dovrebbero essere rafforzati ed estesi?
Il potere legislativo del Parlamento Europeo deve crescere in politica estera, sicurezza compresa, e politica dell’immigrazione e deve essere esercitato in maniera più incisiva in materia di politica ambientale. Dovrebbe, inoltre, essere avviata un’iniziativa legislativa europea relativa a sanità e welfare che porti a definire degli standard prestazionali di base, garantiti in tutti i Paesi dell’Unione a tutte le persone presenti.
3) Lei è d’accordo con l’affermazione secondo cui la mancanza in seno al PE di un forte gruppo parlamentare realmente europeista sia una delle ragioni del rallentamento del processo di integrazione europea?
Io credo che esista un valore positivo nel concetto stesso di Europa unita e che debba essere perseguito, come già detto, l’obiettivo di uno Stato Federale Europeo. Mi sembra, pertanto, che una ampia condivisione di questi principi all’interno del PE possa condurre più celermente ad un’integrazione politica indispensabile per quanto riguarda la politica estera, ma non solo.
4) Secondo il suo punto di vista, cosa bisognerebbe fare per incentivare e favorire il processo di integrazione europea?
Informare correttamente i cittadini dei vantaggi che comporta “essere in Europa” e prevedere una specifica formazione scolastica sull’argomento da intraprendere fin dalla scuola elementare e da proseguire nella scuola superiore. Questa formazione dovrebbe essere tesa a rafforzare il senso d’appartenenza ad una cultura europea comune.
Diritti Civili
1) Secondo lei, sul tema dei diritti civili, l’Europa dovrebbe poter stabilire delle linee guida che tutti gli Stati europei devono poi rispettare?
Si, attraverso un testo costituzionale che un numero anche ristretto di Stati potrebbero approvare, aperto all’adesione degli altri.
2) Sul testamento biologico, lei sosterrebbe in Europa, se ne avesse la possibilità, una legge di indirizzo basata sugli stessi principi del progetto del Senatore Ignazio Marino?
Sicuramente si, per garantire a ciascuno le cure che desidera e la morte che ritiene più dignitosa. Aggiungo, da medico, che il pdl approvato nel nostro Paese è aberrante, perchè spaccia alcuni trattamenti sanitari fortemente invasivi (quali sono l’idratazione e, in particolare, la nutrizione artificiale) per pratiche destinate ad alleviare la sofferenza e, quindi, irrinunciabili. Un orientamento forte e chiaro espresso dall’Unione avrebbe grande valore perchè sottolinerebbe il diritto elementare dei cittadini di potere liberamente decidere sulle cure che si vogliono ricevere
3) Si batterebbe in Europa per ribadire che le coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali?
Si, credo che le coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti delle coppie eterosessuali
4) Qual e’ secondo lei il giusto equilibrio tra il rispetto dei diritti e il rispetto delle coscienze individuali?
Credo che le legislazioni nazionali debbano tutelare il benessere dei cittadini (dando a questa espressione il significato di benessere fisico e psichico, derivante da una condizione sociale, sanitaria ed economica tutelata) e rispettare le scelte individuali compiute dai cittadini maggiorenni e consapevoli se non procurano nocumento ad altri.
Sicurezza sul lavoro, salario minimo, Welfare
1) Alcuni Stati europei sono contrari ad una regolamentazione europea dei diritti dei lavoratori. Di fronte ad una ipotetica minaccia, da parte di alcuni Paesi, di uscire dall’Unione nel caso in cui si andasse in quella direzione, lei privilegerebbe l’estensione dei diritti o il mantenimento di tutti i membri?
E’ possibile che l’allargamento a 27 Stati sia stato prematuro ed è preferibile un’Unione coerente, anche se al prezzo di qualche defezione.
2) Il PD ha riconosciuto come battaglie centrali negli ultimi mesi quelle per il salario minimo e la sicurezza sul lavoro, oltre a quelle da sempre portate avanti nei campi della salute e del Welfare in generale. Secondo lei, è pensabile l’idea di un “welfare europeo”, ovvero di stabilire delle garanzie minime per i lavoratori e i cittadini degli stati membri? Quale potrebbe essere un obiettivo realistico in questa direzione, e come potrebbe essere conseguito?
Non solo è pensabile, ma deve essere obiettivo primario della politica europea. Per quanto riguarda il pilastro sanitario del welfare, credo possa essere realistico mirare alla definizione delle prestazioni sanitarie gratuite che gli Stati membri dovrebbero garantire a tutti (ad es. cure di base e ospedaliere) con una scadenza temporale da concordare. Garanzie minime per i lavoratori dovrebbero essere rappresentati da sussidi di disoccupazione, dalla tutela della maternità, da sussidi scolastici garantiti.
Ambiente, Trasporti ed energia
1) Secondo lei, le politiche per la lotta al surriscaldamento globale dovrebbero essere incoraggiate anche se a discapito della crescita economica e dell’occupazione ?
Non credo che le politiche per la lotta al surriscaldamento globale portino necessariamente a una diminuzione della crescita economica e dell’occupazione: sicuramente spostano risorse verso settori industriali ed economici diversi, e ciò può determinare la sofferenza di alcuni comparti produttivi e dei lavoratori addetti. Pertanto, ritengo necessario che la lotta al surriscaldamento globale, ma, più in generale, ai fattori ambientali di rischio, sia affrontata con una pianificazione realistica di interventi di contenimento i quali una volta accettati debbano essere attuati dagli Stati. E’ ovvio che una pianificazione di questo tipo assume un significato pregnante se fatta propria dall’Unione.
2) Oggi “i fondi comunitari dedicati a tutelare l’ambiente sostengono vari progetti, quali la costituzione di economie rurali, competitive e rispettose dell’ambiente, con la maggior parte dei fondi destinati agli agricoltori, l’adeguamento del settore della pesca all’impoverimento degli stock di pesce, o i programmi ambientali che incoraggiano la tutela dell’ambiente in tutti i progetti politici.” Secondo lei, sarebbe giusto spostare una parte di questi fondi ambientali da pesca e agricoltura al sostegno delle energie rinnovabili? Se si, quanti di questi fondi (una piccola parte/una buona parte/la maggior parte).
Ritengo che l’autonomia europea in materia di risorse agricole, ittiche e, più in generale, alimentare debba essere tutelata, poichè rappresenta una garanzia di benessere per i cittadini europei. Ciò non esclude ripensamenti e cambiamenti sostanziali in quella che è stata la politica agricola della UE, politica che ha favorito forti corporativismi e consentito sprechi tali da destare scandalo nell’opinione pubblica. Ben venga, quindi, un dirottamento delle risorse economiche verso progetti innovativi e di ricerca, fatta salva l’autonomia delle risorse alimentari.
3) In considerazione delle peculiarità dei prodotti enogastronomici e delle biodiversità agricole italiane, e di quanto esse rappresentano in termini di ricchezza nazionale e di incentivo alla nostra offerta turistica, crede che gli europarlamentari italiani dovrebbero fare blocco per difenderli se necessario? Secondo lei, in casi come questi è più importante privilegiare l’interesse nazionale o la solidarietà come gruppo europeo?
Non vi è contraddizione tra la valorizzazione dei prodotti italiani, e quella dei prodotti di altri paesi europei, se vi è la garanzia della qualità e dell’igiene.
4) La questione del nucleare e’ abbastanza complessa e riguarda, tra gli altri, costi effettivi (costruzione, mantenimento e funzionamento, smantellamento), messa in sicurezza degli impianti e delle scorie prodotte, tempi di costruzione, comprendente anche l’accettazione da parte delle popolazioni vicine al luogo interessato, e gas serra, in un delicato bilancio che non sempre risulta a favore delle centrali a fissione rispetto ad altre forme di energia alternativa. A suo modo di vedere, in un programma europeo per la differenziazione delle fonti energetiche, quale ruole deve essere riservato al nucleare ? E perché ?
Pur ritenendo opportuna e auspicabile la differenziazione delle fonti energetiche e una politica di stimolo all’utilizzo di energie rinnovabili, credo che al nucleare debba essere riservato il ruolo di garantire in ogni caso l’energia necessaria per i servizi essenziali; servizi oggi possibili in molti Paesi della UE (tra cui il nostro) grazie al consumo di fonti di energia fossili provenienti da paesi esterni.
Libertà d’informazione
1) Secondo lei, il problema della concentrazione del potere mediatico all’interno dei singoli Paesi europei deve essere affrontato principalmente come un problema legato all’antitrust e alla concorrenza, oppure come un problema legato alla democrazia? In ogni caso, crede che si dovrebbero stabilire a livello europeo dei tetti pubblicitari per i diversi mezzi di informazione (TV, carta stampata, internet, etc.)?
Nei casi estremi la mancanza di concorrenza mette in pericolo la democrazia: è, quindi, necessario -almeno attualmente- un limite alla proprietà di TV, radio e giornali.
2) Secondo lei le regole minime sugli standard di democrazia per i Paesi della UE, anche per Paesi che ne fanno già parte, devono considerare anche i temi della libertà d’informazione? A suo giudizio, la situazione italiana come dovrebbe essere valutata secondo criteri in questo campo (normale, delicata, grave, molto grave)? E secondo lei come dovrebbero essere affrontate eventuali violazioni di questi standard da parte di Paesi già membri?
Credo che la situazione italiana possa essere considerata molto grave. Le eventuali violazioni dovrebbero essere affrontate con le consuete procedure d’infrazione.
3) Cosa ne pensa della possibilità, di cui si parla in questi giorni, di emanare leggi che in qualche modo limitino e controllino il flusso di informazioni su internet?
Credo sia sbagliato, salva una più attenta vigilanza su possibili reati.
Impegni personali se verrà eletto
1) Oggi i dati sulle assenze dei singoli deputati europei sono riservati. Lei è disposto ad impegnarsi a rendere pubblici i dati riferiti alla sue assenze? E’ favorevole a votare una modifica dei regolamenti perché il Parlamento Europeo renda pubblici questi dati per tutti i deputati?
Si
2) Lei personalmente a quale raggruppamento europeo vorrebbe aderire nel PE: PSE, ALDE, o un altro da creare?
Vorrei aderire al PSE
3) Attualmente il conservatore José Manuel Durao Barroso con l’appoggio unanime del PPE (suo partito di appartenenza) e di una parte sostanziale del PSE sembra essere destinato ad un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. Lei è d’accordo? Non pensa che le forze europee riformiste e di sinistra debbano promuovere un candidato che sia espressione di una Europa diversa da quella rappresentata dal candidato conservatore portoghese?
Certamente, purchè la composizione del nuovo PE lo consenta.


