Giovanni Bignami
Professore di Astronomia all’Istituto Universitario Studi Superiori, Pavia.
Il lavoro di ricerca di GFB riguarda molti aspetti della astrofisica spaziale, dalla concezione di missioni, strumenti ed osservazioni all’analisi dei dati e alla loro interpretazione. Il tema centrale è quello dell’astrofisica delle alte energie ma anche quello delle osservazioni astronomiche a multilunghezze d’onda, necessarie per capire completamente la fisica degli oggetti, compatti e non, studiati o scoperti con missioni spaziali. La indagine teorica ha portato alla scoperta di un nuovo tipo di stelle di neutroni, ma anche ad una possibile spiegazione della distribuzione di antimateria nella Galassia Dopo il suo lavoro di tesi (1968) nel gruppo del prof. Occhialini, GFB si è occupato della progettazione, costruzione e sfruttamento scientifico della prima generazione di strumenti per astronomia γ in Europa, poi volati sulla missione TD1 della ESRO nel 1972. In parallelo, partecipava alla concezione ed al progetto iniziale della missione europea COS-B. Al Goddard Space Flight Center della NASA (1973-1975), ha analizzato ed interpretato i primi dati di astronomia gamma della missione SAS-2, sia in termini di fisica dei raggi cosmici galattici, sia di sorgenti compatte, partecipando alla scoperta della emissione gamma dai pulsar Crab e Vela ed alla prima osservazione della sorgente più tardi (1976) da GFB chiamata Geminga. Il lavoro sulle sorgenti compatte fu poi esteso ad includere il caso extragalattico, portando, nel 1979, a previsioni sul conteggio e sulla visibilità di galassie come sorgenti γ, previsioni poi confermate dalla missione NASA Gamma-Ray Observatory. Dal lancio di COS-B, la prima missione della neonata European Space Agency nel 1975, GFB ha partecipato, con un ruolo sempre maggiore, nella gestione orbitale della missione ed allo sfruttamento scientifico dei dati, compresa la pianificazione ed il controllo delle osservazioni, fino al ruolo europeo di Data Analysis Coordinator. Ha partecipato attivamente della scoperta delle sorgenti γ e ha coordinato il loro studio come nuova realtà astronomica. Ha coordinato a livello europeo scoperta della prima sorgente gamma extragalattica, il quasar 3C273 (1981). Nello stesso tempo, GFB è stato tra i primi a capire l’importanza dell’astronomia a multi-lunghezza d’onda per la identificazione e la comprensione delle sorgenti. L’esempio centrale è il lavoro su Geminga, la prima sorgente del cielo γ ad essere identificata. La ricerca è durata più di vent’anni, con tutti i mezzi disponibili dell’astronomia da terra e dallo spazio.Il metodo Geminga è usato ancora oggi in tutto il mondo per lo studio di stelle di neutroni isolate. GFB ed il suo gruppo hanno avuto un ruolo determinante nello studio delle stelle di neutroni isolate fino ad oggi conosciute, in collaborazione con gli Istituti Max-Planck di Heidelberg e Munchen ed altri. Dal 1988 al 1998 GFB è stato il Principal Investigator di EPIC, lo strumento di piano focale della missione cornerstone dell’ESA XMM/ Newton perastronomia X. Questo ha richiesto il coordinamento di 13 istituti (e dei loro numerosi contrattori industriali) in quattro paesi europei. L’esperimento, consegnato nei tempi e all’interno del budget previsto nel 1998, è in orbita dal dicembre 1999 e funziona perfettamente. Grazie a questa esperienza, nel 1995 la ESA ed il CNES (Agenzia Spaziale Francese) hanno chiesto a GFB di presiedere il comitato per la configurazione finale della missione INTEGRAL, in orbita con successo dall’ottobre 2002. In parallelo ai suoi compiti di P.I. ed alla attenzione agli sviluppi strumentali (anche a livello del CNES ), GFB ha continuato il suo lavoro sulla compresnione delle stelle di neutroni sia con dati GRO della NASA sia come PI di un Key Project ESO che con varie osservazioni HST. Questo ha condotto, tra l’altro, alla misura del moto proprio e della parallasse di Geminga, la prima parallasse ottica di una stella di neutroni. Dal 1997 al 2002, GFB è stato Direttore Scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana, con la responsabilità della pianificazione, finanziamento e gestione di tutti i programmi spaziali scientifici nazionali ed ESA. GFB ha introdotto un nuovo stile di pianificazione, con una regolare interazione con la comunità scientifica, creando un aumento della presenza di gruppi italiani in attività spaziali. Durante la sua gestione, il budget dedicato alla scienza è aumentato da meno di 90 miliardi di lire nel 1997 a circa 216 Miliardi nel 200. All’interno di ASI, GFB ha lanciato il programma di piccole missioni scientifiche. La prima di queste, AGILE, un programma da 100 Meuro con una PMI come capocommessa (per la prima volta in Italia) è stata lanciata con successo il 23 aprile 2007. Dal 1997 al 2002, GFB ha comunque continuato la sua ricerca scientifica, con osservazioni su stelle di neutroni, utilizzando dati Hipparcos, ROSAT e VLT. Ha anche condotto in ottico/UV la prima osservazione ed interpretazione di una possible riga ciclotronica protonica nello spettro di Geminga. Ha poi esteso i suoi interessi alla fisica delle astroparticelle, soprattutto in collaborazione con l’INFN, IN2P3 ed il College de France, presso il quale è membro del Consiglio Scientifico della nuova realtà francese di astropartcelle sul campus di Tolbiac dell’Universitè Paris VII.
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Dal 2003 al 2006 è stato Direttore del Centre d’Etude Spatiale des Rayonnements, Toulouse (www.cesr.fr). E’ un istituto congiunto del CNRS e dell’Università di Toulouse, forse il più importante di Francia nella ricerca spaziale, con un totale di circa 170 tra ricercatori, tecnici e studenti ed un budget di più di 10 Meuro/anno. Il percorso scientifico di GFB continua con nuovi aspetti della fisica delle stelle di neutroni. Utilizzando XMM-Newton, GFB ha coordinato le osservazioni della stella di neutroni radio-quieta 1E1207-52, ottenendo la prima misura “in situ” del campo magnetico di una stella di neutroni isolata. GFB ha partecipato alla scoperta della prima onda d’urto visibile in raggi X da una stella di neutroni (vedi copertina di Science del 5 Sept 2003). Nel 2005-2006 ha collaborato con colleghi dello IN2P3 per studiare il “quantum vacuum lensing” e la produzione di bosoni pseudoscalari in sistemi binari di stelle di neutroni. Sono stati previsti diversi effetti potenzialmente osservabili nell’ambito dell’astronomia X e γ per investigare questa nuova fisica. GFB è stato invitato per due volte a scrivere l’articolo “feature” per la rivista “Physics World” su questi argomenti. Dal 2002 è stato nominato dalla NASA Associate Scientist per la missione GLAST, in orbita dal giugno 2008 col nome di Osservatorio Fermi. I primi risultati di Fermi confermano che le sorgenti gamma scoperte decenni fa sono oggetti simili a Geminga. In parallelo al lavoro sulla fisica delle stelle di neutroni, GFB ha partecipato alla analisi dati della missione Integral sulla distribuzione di antimateria nel centro della Galassia, scoprendone la fondamentale asimmetria. Dall’aprile 2007 all’agosto 2008 è stato Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Dall’agosto 2008, GFB è rientrato sulla sua cattedra di astronomia allo IUSS, Pavia, e collabora con l’INAF. Da anni GFB si impegna nella gestione ed organizzazione della politica della ricerca a livello europeo: nel 2000 GFB è nel Consiglio Scientifico centrale del CNRS e nel gruppo di lavoro CNRS sulla definizione delle strategie francesi in Europa. Il CNES lo ha nominato nel suo comitato per le strategie (CERES). Nel triennio 2004-2006, GFB è stato presidente dello Space Science Advisory Committee, il massimo comitato di consulenza scientifica dell’Agenzia Spaziale Europea. Da 20 anni un italiano non presiedeva il SSAC, l’ultimo era stato Edoardo Amaldi. GFB ha dedicato, e dedica, tempo alla diffusione della cultura scientifica, ma anche all’opinion making sulla politica della ricerca in Italia ed Europa. Tiene molte conferenze pubbliche ogni anno in Europa, scrive regolarmente per quotidiani e riviste in Italia ed Europa, per un totale di più di 250 titoli (vedi lista di pubblicazioni). GFB è spesso ospite di trasmissioni e dibattiti televisivi e radiofonici in Italia ed in Francia. Dal 2002 al 2007 ha tenuto una rubrica mensile su Le Scienze. Ha scritto di politica spaziale e di politica della ricerca su: International Herald Tribune (4 pezzi lunghi), Nature (17), Science (8), Le Figaro, La Recherche,“Governareper”,Le Scienze (76 articoli), Il Corriere della Sera(74), Il Sole24ore (19), Aspenia etc. Tiene una rubrica su Vanity Fair e collabora con Wired, Darwin, Limes, etc. Docente alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione sul tema “Ricerca in Europa”. GFB ha scritto quattro libri, uno dei quali è la prima traduzione poetica inglese (in pentametri giambici) del lungo poema di Galileo Galilei in terzine dantesche “Contro il portar la toga”. Il secondo, “La Storia nello Spazio”, è centrato sull’intreccio tra scienza spaziale e storia della cultura italiana. Selezionato per la Fiera del Libro di Parigi nel 2002, ne è ora disponibile la versione francese “Explorer l’esplace pour remonter le temps” per i tipi di Odile Jacob, Parigi (2006). Il quarto, intitolato “L’esplorazione dello spazio”, è uscito per Il Mulino (Bologna, 2006). Per Il Mulino ha collaborato a “Una dote per il merito”, di G.Tognon (2006) con il capitolo “Il merito diffuso. Ricerca in Europa, ricerca in Italia e ricerca nello spazio”. Per Marsilio ha collaborato a “Idea di Natura” con il capitolo “Oltre il Sistema Solare” (Venezia, 2008). 7- Pubblicazioni La lista completa delle pubblicazioni di GFB contiene più di 600 lavori così suddivisi La lista completa delle pubblicazioni di GFB è disponibile all’indirizzo http://www.iasf-milano.inaf.it/~gfb/personal.html. I lavori sono divisi in : -Articoli su giornali internazionali con referee: 161 -Articoli su Invito 64 -Altri articoli 163 -Libri (in inglese, francese e italiano) 4 -articoli di divulgazione (inclusi contributi a diverse Enciclopedie,etc.) > 200 Numero totale di citazioni 6204 (da ADS)
Le risposte di Giovanni Bignami alle nostre domande:
Europa e Integrazione europea
1) Secondo lei, l’obiettivo dell’Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?
Si, sono favorevole alla creazione di uno Stato Federale Europeo. L’Europa dei 27 è superiore agli Stati Uniti sia come numero di abitanti sia come prodotto interno lordo. La divisione in nazioni, con interessi a volte contrastanti, ci indebolisce. Io sono per gli Stati Uniti d’Europa.
2) Quali sono i tre principali settori dove, secondo lei, i poteri del Parlamento Europeo dovrebbero essere rafforzati ed estesi?
La Politica Estera (ed anche la Difesa), per le ragioni espresse alla domanda precedente La politica della ricerca e dell’istruzione universitaria, con la creazione di un sistema di ricerca europeo veramente integrato, dove professori e ricercatori possano svolgere il loro lavoro in modo paritetico nei diversi stati dell’Unione. Penso a una figura unica di ricercatore europeo per realizzare la società della conoscenza di Lisbona. Una reale parità uomo-donna nella politica del lavoro. Questo richiede incentivazione del lavoro al femminile, anche attraverso la fornitura di servizi sociali di supporto alla famiglia. Nella prossima legislatura, questa dovrà essere la priorità.
3) Lei è d’accordo con l’affermazione secondo cui la mancanza in seno al PE di un forte gruppo parlamentare realmente europeista sia una delle ragioni del rallentamento del processo di integrazione europea?
Senza dubbio
4) Secondo il suo punto di vista, cosa bisognerebbe fare per incentivare e favorire il processo di integrazione europea?
Diffondere il messaggio che di fronte alla globalizzazione dell’economia possiamo sopravvivere e prosperare solo se l’Europa parla con una sola voce. Abbiamo tutti da guadagnare da una Europa unita e compatta. Così come abbiamo tutti molto da guadagnare dall’aumento della cultura media dei cittadini europei. Mettiamo sempre più in comune i sistemi di educazione e impariamo le lingue. Ad esempio, gli scienziati sono tutti europeisti convinti perché solo all’interno di collaborazioni europee possono competere con il resto del mondo. (Anzi, gli scienziati avevano già fatto l’Europa della scienza prima che nascesse quella politica)
Diritti Civili
1) Secondo lei, sul tema dei diritti civili, l’Europa dovrebbe poter stabilire delle linee guida che tutti gli Stati europei devono poi rispettare?
Certamente, e non solo dei diritti civili.
2) Sul testamento biologico, lei sosterrebbe in Europa, se ne avesse la possibilità, una legge di indirizzo basata sugli stessi principi del progetto del Senatore Ignazio Marino?
Senza dubbio, sono un convinto sostenitore di Ignazio
3) Si batterebbe in Europa per ribadire che le coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali?
Si, certo mi ispirerei al modello francese
4) Qual e’ secondo lei il giusto equilibrio tra il rispetto dei diritti e il rispetto delle coscienze individuali?
In uno stato laico, tutti devono essere liberi di agire secondo la loro coscienza, rispettando i diritti altrui, senza subire imposizioni e senza imporre ad altri le loro idee.
Sicurezza sul lavoro, salario minimo, Welfare
1) Alcuni Stati europei sono contrari ad una regolamentazione europea dei diritti dei lavoratori. Di fronte ad una ipotetica minaccia, da parte di alcuni Paesi, di uscire dall’Unione nel caso in cui si andasse in quella direzione, lei privilegerebbe l’estensione dei diritti o il mantenimento di tutti i membri?
L’estensione dei diritti. Chi vuole stare in Europa deve rispettare le regole dell’Unione
2) Il PD ha riconosciuto come battaglie centrali negli ultimi mesi quelle per il salario minimo e la sicurezza sul lavoro, oltre a quelle da sempre portate avanti nei campi della salute e del Welfare in generale. Secondo lei, è pensabile l’idea di un “welfare europeo”, ovvero di stabilire delle garanzie minime per i lavoratori e i cittadini degli stati membri? Quale potrebbe essere un obiettivo realistico in questa direzione, e come potrebbe essere conseguito?
Il welfare europeo deve essere un obbiettivo concreto e primario. Non capisco perché l’Europa debba concentrare tante risorse nell’incentivazione dell’agricoltura piuttosto che investire nel Welfare. Basterebbe che ogni lavoratore avesse diritto a incentivi non minori di quelli assegnati ad ogni mucca.
Ambiente, Trasporti ed energia
1) Secondo lei, le politiche per la lotta al surriscaldamento globale dovrebbero essere incoraggiate anche se a discapito della crescita economica e dell’occupazione ?
E’ un finto problema, generato da Bush-Berlusconi. Le politiche per la lotta al surriscaldamento globale hanno dei costi, ma generano lavoro e, in ultima analisi, credo che si ripaghino con la creazione di posti di lavoro qualificati.
2) Oggi “i fondi comunitari dedicati a tutelare l’ambiente sostengono vari progetti, quali la costituzione di economie rurali, competitive e rispettose dell’ambiente, con la maggior parte dei fondi destinati agli agricoltori, l’adeguamento del settore della pesca all’impoverimento degli stock di pesce, o i programmi ambientali che incoraggiano la tutela dell’ambiente in tutti i progetti politici.” Secondo lei, sarebbe giusto spostare una parte di questi fondi ambientali da pesca e agricoltura al sostegno delle energie rinnovabili? Se si, quanti di questi fondi (una piccola parte/una buona parte/la maggior parte).
Credo che basterebbe spostare una piccola parte degli ingentissimi fondi destinati all’agricoltura, tanto per cominciare. Ricordo che il progetto Galileo per il posizionamento globale via satellite è stato finanziato dalla UE con resti di fondi non utilizzati per l’agricoltura.
3) In considerazione delle peculiarità dei prodotti enogastronomici e delle biodiversità agricole italiane, e di quanto esse rappresentano in termini di ricchezza nazionale e di incentivo alla nostra offerta turistica, crede che gli europarlamentari italiani dovrebbero fare blocco per difenderli se necessario? Secondo lei, in casi come questi è più importante privilegiare l’interesse nazionale o la solidarietà come gruppo europeo?
Io penso che i prodotti italiani si difendano benissimo da soli. E’ la qualità che conta. Ovviamente dobbiamo tutelare i nostri marchi. La mozzarella deve avere certe caratteristiche, lo stesso è vero per il parmigiano o per il prosciutto crudo.
4) questione del nucleare e’ abbastanza complessa e riguarda, tra gli altri, costi effettivi (costruzione, mantenimento e funzionamento, smantellamento), messa in sicurezza degli impianti e delle scorie prodotte, tempi di costruzione, comprendente anche l’accettazione da parte delle popolazioni vicine al luogo interessato, e gas serra, in un delicato bilancio che non sempre risulta a favore delle centrali a fissione rispetto ad altre forme di energia alternativa. A suo modo di vedere, in un programma europeo per la differenziazione delle fonti energetiche, quale ruole deve essere riservato al nucleare ? E perche ?
Io sono un fisico e so che l’energia è stata immagazzinata da madre natura nel nucleo degli atomi. Sono perfettamente consapevole delle difficoltà pratiche dell’utilizzo dell’energia nucleare, ma penso che non vada demonizzata. Per ora comunque, meglio investire sullo studio della sicurezza degli impianti nucleari. Ricordiamoci che le dighe hanno fatto molte più vittime degli incidenti alle centrali nucleari. Questo non significa che io sia contrario all’energia idroelettrica, campo nel quale l’Italia ha sempre avuto una posizione di leadership. Voglio solo sottolineare che ogni scelta comporta dei rischi. Abitare sotto una diga non è meno pericoloso che abitare vicino ad una centrale nucleare oppure ad un centrale termica. Al di là della politica NIMBY,
cominciamo a trasformare il JRC di Ispra, per esempio, in un vero centro di sicurezza per il nucleare italiano ed europeo. Sono anche un acceso sostenitore delle energie rinnovabili. Solare ed eolico sono delle risorse che in Italia non mancano di certo. Eppure noi non brilliamo in nessuno dei due campi. Mi sembra incredibile che il solare sia più importante in Germania che in Italia. La Danimarca ha costruito un “impero” di conoscenze (e di strutture industriali) sugli impianti eolici. E noi?
Libertà d’informazione
1) Secondo lei, il problema della concentrazione del potere mediatico all’interno dei singoli Paesi europei deve essere affrontato principalmente come un problema legato all’antitrust e alla concorrenza, oppure come un problema legato alla democrazia? In ogni caso, crede che si dovrebbero stabilire a livello europeo dei tetti pubblicitari per i diversi mezzi di informazione (TV, carta stampata, internet, etc.)?
La concentrazione del potere mediatico è un problema per la democrazia, soprattutto in Italia, ma andrebbe trattata con le regole antitrust, come in Inghilterra. Stabilire regole (e tetti di pubblicità) su TV e carta stampata è sicuramente possibile e auspicabile mentre è forse più difficile farlo su Internet.
2) Secondo lei le regole minime sugli standard di democrazia per i Paesi della UE, anche per Paesi che ne fanno già parte, devono considerare anche i temi della libertà d’informazione? A suo giudizio, la situazione italiana come dovrebbe essere valutata secondo criteri in questo campo (normale, delicata, grave, molto grave)? E secondo lei come dovrebbero essere affrontate eventuali violazioni di questi standard da parte di Paesi già membri?
Certo che gli standard democratici devono considerare la libertà di informazione. La situazione italiana in questo campo è grave. Ci hanno recentemente declassati nella classifica dei paesi in base alla libertà di informazione.
4) Cosa ne pensa della possibilità, di cui si parla in questi giorni, di emanare leggi che in qualche modo limitino e controllino il flusso di informazioni su internet?
Non riesco ad immaginare come questo possa essere fatto, ma sarebbe interessante.
Impegni personali se verrà eletto
1) Oggi i dati sulle assenze dei singoli deputati europei sono riservati. Lei è disposto ad impegnarsi a rendere pubblici i dati riferiti alla sue assenze? E’ favorevole a votare una modifica dei regolamenti perché il Parlamento Europeo renda pubblici questi dati per tutti i deputati?
Assolutamente si ad entrambe le domande.
2) Lei personalmente a quale raggruppamento europeo vorrebbe aderire nel PE: PSE, ALDE, o un altro da creare?
PSE
3) Attualmente il conservatore José Manuel Durao Barroso con l’appoggio unanime del PPE (suo partito di appartenenza) e di una parte sostanziale del PSE sembra essere destinato ad un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. Lei è d’accordo? Non pensa che le forze europee riformiste e di sinistra debbano promuovere un candidato che sia espressione di una Europa diversa da quella rappresentata dal candidato conservatore portoghese?
Mi piacerebbe soprattutto un presidente della commissione europea con maggiore personalità, capace di dare più incisività alla politica dell’Unione. Arridateci Jacques Delors, ma con la visione di Antonio Ruberti.


