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Milena D’Imperio


Milena D’Imperio

Milena D'imperioCurrently: Emea Alliance Director, Outsourcers at CA

Past: Director South Europe Contract Management at Computer Associates; Treasurer, Credit Collector Manager at Computer Associates

Education: ; San Giorgio Pavia Ist.Tecnico Periti Az.Corrispondenti Lingue

Sito personale

Milena D’Imperio ha così risposto alle nostre domande:

Europa e Integrazione europea

1) Secondo lei, l’obiettivo dell’Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?

Considero l’integrazione europea un processo positivo, ma non mi pare siano maturi i tempi per pensare ad uno stato federale europeo in tempi brevi

2) Quali sono i tre principali settori dove, secondo lei, i poteri del Parlamento Europeo dovrebbero essere rafforzati ed estesi?

Innanzitutto al Parlamento Europeo andrebbero attribuiti maggiori poteri, ed in particolare in materia di
Politica Estera
Politica di Sicurezza e Difesa
Flussi migratori e politica di accoglienza ed integrazione
Politiche energetiche e sostenibilita’ .

Inoltre, il Parlamento Europeo deve farsi depositario di normative relative sia all’Etica in ogni settore della vita dei cittadini: affari, finanza, lavoro, giustizia, che alla regolamentazione del conflitto di interessi, in ogni sua natura ed espressione

3) Lei è d’accordo con l’affermazione secondo cui la mancanza in seno al PE di un forte gruppo parlamentare realmente europeista sia una delle ragioni del rallentamento del processo di integrazione europea?

Purtoppo il Parlamento Europeo e’ espressione dei vari Parlamenti Nazionali e ne viene influenzato. Lo skill del Parlamentare Europeo dovrebbe includere una forte propensione Europeista nel proprio profilo, come condizione necessaria per poter essere candidato.

4) Secondo il suo punto di vista, cosa bisognerebbe fare per incentivare e favorire il processo di integrazione europea?

Ogni processo per raggiungere i propri obiettivi, deve partire da un’ampia ed efficace azione di formazione. Quindi, dalle scuole primarie, dovrebbe essere insegnata la Storia dell’Integrazione Europea e bisognerebbe creare una coscienza ed un’identita’ europee. Certamente compito arduo in un paese come il nostro che e’ ancora alla ricerca di una propria identita’ nazionale.
Parallelamente, i Parlamentari Europei dovrebbere essere piu’ costanti nel loro contatto con il territorio, senza attendere 6 mesi prima delle elezioni per evidenziare quali sono stati i benefici dell’essere “in Europa”

Diritti Civili

1) Secondo lei, sul tema dei diritti civili, l’Europa dovrebbe poter stabilire delle linee guida che tutti gli Stati europei devono poi rispettare?

Assolutamente si’, essendo espressione di varie culture, puo’ essere l’unica vera sede in cui promuovere risoluzioni sui diritti civili che siano poi vincolanti

2) Sul testamento biologico, lei sosterrebbe in Europa, se ne avesse la possibilità, una legge di indirizzo basata sugli stessi principi del progetto del Senatore Ignazio Marino?

Assolutamente si’

3) Si batterebbe in Europa per ribadire che le coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali?

Mi batterei prima di tutto affinche’ le coppie di fatto abbiano gli stessi diritti delle coppie sposate, che siano etero o omosessuali e’ un minimo aspetto di un problema ben piu’ grande.

4) Qual e’ secondo lei il giusto equilibrio tra il rispetto dei diritti e il rispetto delle coscienze individuali?

Il giusto equilibrio e’ sempre il rispetto della liberta’ di ogni individuo, reciproca ed irrinunciabile

Sicurezza sul lavoro, salario minimo, Welfare

1) Alcuni Stati europei sono contrari ad una regolamentazione europea dei diritti dei lavoratori. Di fronte ad una ipotetica minaccia, da parte di alcuni Paesi, di uscire dall’Unione nel caso in cui si andasse in quella direzione, lei privilegerebbe l’estensione dei diritti o il mantenimento di tutti i membri?

Senza dubbio l’estensione dei diritti condivisa, cercando di capire le ragioni di quegli stati che minacciano di uscire dall’Unione. Comunque penso che nessuno degli stati dell’unione possa permettersi di abbandonarla in un momento in cui la crisi economico-finanziaria riguarda tutti quanti. Solo nell’Unione se ne puo’ uscire.

2) Il PD ha riconosciuto come battaglie centrali negli ultimi mesi quelle per il salario minimo e la sicurezza sul lavoro, oltre a quelle da sempre portate avanti nei campi della salute e del Welfare in generale. Secondo lei, è pensabile l’idea di un “welfare europeo”, ovvero di stabilire delle garanzie minime per i lavoratori e i cittadini degli stati membri? Quale potrebbe essere un obiettivo realistico in questa direzione, e come potrebbe essere conseguito?

Non tutti i paesi accettano culturalmente gli stessi diritti, ed anche nell’Unione le differenze culturali vanno rispettate. La cultura anglosassone non e’ quella latina.
Cio premesso, obiettivi realistici di “Welfare Europeo” potrebbero essere :
assegno di disoccupazione
difesa della maternita’, intesa sia come periodo di congedo che come sussidi/contributi per asili nido ed altre forme di assistenza all’infanzia
Sussidi costanti per minori in eta’ scolare, modulati per reddito ma accessibili a tutti
Riqualificazione professionale con punteggi simili ai crediti scolastici per chi a piu’ di 50 anni

Ambiente, Trasporti ed energia

1) Secondo lei, le politiche per la lotta al surriscaldamento globale dovrebbero essere incoraggiate anche se a discapito della crescita economica e dell’occupazione?

Le politiche per la lotta al surriscaldamento globale vanno incoraggiate e NON sono mai a discapito della crescita economica e dell’occupazione, intesi entrambi come concetti innovativi di crescita e occupazione e non sulla base di vecchi parametri

2) Oggi “i fondi comunitari dedicati a tutelare l’ambiente sostengono vari progetti, quali la costituzione di economie rurali, competitive e rispettose dell’ambiente, con la maggior parte dei fondi destinati agli agricoltori, l’adeguamento del settore della pesca all’impoverimento degli stock di pesce, o i programmi ambientali che incoraggiano la tutela dell’ambiente in tutti i progetti politici.” Secondo lei, sarebbe giusto spostare una parte di questi fondi ambientali da pesca e agricoltura al sostegno delle energie rinnovabili? Se si, quanti di questi fondi (una piccola parte/una buona parte/la maggior parte).

Assolutamente si’, innanzitutto perche’ queste ingenti cifre sono state assegnate negli anni dalla Comunita’ Europea anche con pratiche fraudolente ed a volte incentivando la mancata produzione invece della maggiore o migliore (in termini quantitativi) produzione.
Purtroppo non ho ancora fonti certe sulla dimensione di questi fondi e non ne conosco le relative statistiche di assegnazione; non sono quindi in grado di esprimere che quantita’ sposterei. Ribadisco pero’ l’importanza anche del concetto di “qualita’” degli interventi.

3) In considerazione delle peculiarità dei prodotti enogastronomici e delle biodiversità agricole italiane, e di quanto esse rappresentano in termini di ricchezza nazionale e di incentivo alla nostra offerta turistica,
crede che gli europarlamentari italiani dovrebbero fare blocco per difenderli se necessario? Secondo lei, in casi come questi è più importante privilegiare l’interesse nazionale o la solidarietà come gruppo europeo?

Siamo in un mondo che va ben al di la’ dei confini nazionali e ritengo ci siano motivazioni ben piu’ gravi per imporre che i parlamentari europei facciano blocco. L’interesse da privilegiare e’ sempre quello Europeo, che significa prendere il meglio da ogni paese e creare le basi solide per una cultura europea. La lotta tra Parmigiano e Brie non ha senso: sono entrambi formaggi che esprimono il sapore della propria terra e possono coesistere sulla stessa tavola imbandita a festa.

4) La questione del nucleare e’ abbastanza complessa e riguarda, tra gli altri, costi effettivi (costruzione, mantenimento e funzionamento, smantellamento), messa in sicurezza degli impianti e delle scorie prodotte, tempi di costruzione, comprendente anche l’accettazione da parte delle popolazioni vicine al luogo interessato, e gas serra, in un delicato bilancio che non sempre risulta a favore delle centrali a fissione rispetto ad altre forme di energia alternativa. A suo modo di vedere, in un programma europeo per la differenziazione delle fonti energetiche, quale ruole deve essere riservato al nucleare ? E perche ?

Il ruolo del nucleare deve rimanere quello che e’, una fonte di nicchia, non rinnovabile ed in via di esaurimento, con costi elevatissimi - sia finanziari che per i rischi alla salute dei cittadini - e benefici limitati.

Libertà d’informazione

1) Secondo lei, il problema della concentrazione del potere mediatico all’interno dei singoli Paesi europei deve essere affrontato principalmente come un problema legato all’antitrust e alla concorrenza, oppure come un problema legato alla democrazia? In ogni caso, crede che si dovrebbero stabilire a livello europeo dei tetti pubblicitari per i diversi mezzi di informazione (TV, carta stampata, internet, etc.)?

I tetti pubblicitari vanno definiti laddove c’e’ un contributo da parte dello Stato o dei cittadini, quindi dove si paga il canone o l’abbonamento e dove lo stato ha erogato contributi anche a titolo di cassa integrazione, va automaticamente imposto un tetto pubblicitario.
Il problema della liberta’ di informazione e’ legato innanzitutto ad una visione di democrazia distorta.
Antitrust e concorrenza sono concetti economici, importanti ma che passano senza dubbio in secondo piano.

2) Secondo lei le regole minime sugli standard di democrazia per i Paesi della UE, anche per Paesi che ne fanno già parte, devono considerare anche i temi della libertà d’informazione? A suo giudizio, la situazione italiana come dovrebbe essere valutata secondo criteri in questo campo (normale, delicata, grave, molto grave)? E secondo lei come dovrebbero essere affrontate eventuali violazioni di questi standard da parte di Paesi già membri?

E’ difficile stabilire degli standard di democrazia, se pensiamo allo standard americano di democrazia fino allo scorso anno possiamo capire come possa rappresentare di per se’ un rischio.
Senza dubbio dare piu’ forza al parlamento Europeo su Leggi Etiche che comprendono anche il conflitto di interessi in ogni sua natura ed espressione, potrebbe automaticamente risolvere alcune gravi situazioni attuali nello scenario italiano, E non mi riferisco solo al Presidente del Consiglio: recentemente Ponzellini e’ stato eletto presidente della BPM, mantenendo il suo incarico in Impregilo e scatenando un pesante conflitto di interessi tra finanza ed impresa che non puo’ e non deve essere tollerato. Ovviamente esistono centinaia di altri casi.

3) Cosa ne pensa della possibilità, di cui si parla in questi giorni, di emanare leggi che in qualche modo limitino e controllino il flusso di informazioni su internet?

Mi sembra giusto, sempre pero’ rispettando la liberta’ di ogni individuo, che non deve ridurre mai la liberta’ di espressione di altri.
Se penso a Facebook come culla per reati di pedofilia, pornografia ed anche microcriminalita’, penso che il flusso vada certamente monitorato.
Detto questo, il controllo non puo’ e non deve mai essere esercitato dal controllato. Questa e’ la parte piu’ difficile: chi puo’ limitare chi, dove ed in che modo.
Diciamo che la tecnologia in questo puo’ essere di supporto.

Impegni personali se verrà eletta

1) Oggi i dati sulle assenze dei singoli deputati europei sono riservati. Lei è disposto ad impegnarsi a rendere pubblici i dati riferiti alla sue assenze? E’ favorevole a votare una modifica dei regolamenti perché il Parlamento Europeo renda pubblici questi dati per tutti i deputati?

Sono una lavoratrice dipendente e ritengo naturale che le mie presenze vengano monitorate, come pure lo sia il raggiungimento degli obiettivi prefissati, e di conseguenza pubblicate.

2) Lei personalmente a quale raggruppamento europeo vorrebbe aderire nel PE: PSE, ALDE, o un altro da creare?

Personalmente ritengo che far parte di un grande gruppo dia piu’ autorevolezza ai propri membri, e piu’ possibilita’ di partecipare a lavori di commissione potendone quindi influenzare l’esito. La mia risposta sarebbe PSE.
La risposta del partito per cui sono candidata non mi convince, cio’ nonostante non ho alcuna intenzione di contestarla.

3) Attualmente il conservatore José Manuel Durao Barroso con l’appoggio unanime del PPE (suo partito di appartenenza) e di una parte sostanziale del PSE sembra essere destinato ad un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. Lei è d’accordo? Non pensa che le forze europee riformiste e di sinistra debbano promuovere un candidato che sia espressione di una Europa diversa da quella rappresentata dal candidato conservatore portoghese?

Se chiedeste ai cittadini di ogni nazione europea qual e’ il Presidente della Commissione Europea che piu’ ricordano, risponderebbero Prodi. Ho fatto questa prova con colleghi stranieri.
Barroso non ha saputo interpretare l’Europa e la sua volonta’ di essere sempre piu’ grande ed al centro del mondo, non e’ rappresentativo di quello spirito europeista che puo’ risolvere perplessita’ dei cittadini in alcune nazioni. Secondo me non andrebbe riconfermato e senza dubbio andrebbe ricercato un candidato piu’ di spinta verso un futuro europeista.

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