Cinzia de Marzo
Cinzia De Marzo, barese di nascita e di residenza, è avvocato, specialista in diritto ed economia delle Comunità europee. Ha maturato esperienza in attività di docenza e affiancamento consulenziale per dirigenti e funzionari degli enti locali nelle Regioni italiane ex obiettivo 1, su mandato dell’Ancitel Spa, del Consorzio Civita e del Formez di Roma negli anni 1997-2001 e successivamente tra il 2005-2007, approfondendo in particolare le tematiche relative alle Istituzioni e le politiche comunitarie, Fondi Strutturali, apertura e gestione degli Uffici Europa presso i Comuni beneficiari dell’assistenza tecnica territoriale.
Ha svolto inoltre attività di docenza sia presso il Politecnico di Milano che nei Corsi di Alta Formazione e Master sui programmi comunitari di ICT, E-content, Cultura 2000, Media plus, della Facoltà dei Beni Culturali dell’Università di Lecce, dove è stata nominata “Cultore della materia” in Legislazione dei beni culturali, dal 2002.
E’ stata consulente RAI - Radio Televisione Italiana e collaboratrice esterna del Sole 24 Ore Sud. Fa parte della Short List di “Esperti in gestione di progetti comunitarie e di cooperazione internazionale” – Settore Mediterraneo e dell’Albo degli esperti in “Management di progetti comunitari e transnazionali” – Settore Turismo e Industria Alberghiera della Regione Puglia.
Ha redatto e gestito in veste di coordinatore, progetti comunitari nell’ambito del PIC Interreg IIIA- Puglia - Albania 2000-2006.
Dal 2005 è membro della Giuria nazionale del premio per il miglior contenuto in formato digitale Econtent Award, www.ecotentaward.it.
Attualmente è assistente presso l’Antenna di informazione comunitaria Europe Direct Puglia, finanziata dalla Commissione Europea, presso l’Università di Bari.
E’ anche consulente di ISNART scpa - Istituto Ricerche Turistiche (Roma), agenzia nazionale di dell’Unione Italiana delle Camere di Commercio, per i temi del turismo europeo sostenibile, Fondi Strutturali UE, legislazione nazionale e regionale del turismo.
Numerose le esperienze internazionali di perfezionamento post-universitario (Corso di Giornalismo internazionale- Montpellier 1992 - FRANCIA; Summer School in Crime and Justice - Shanghai - CINA 1993; Borsa di studio Ministero Affari esteri per Corso in commercio internazionale - Università di Lussemburgo –LUSSEMBURGO-1994; Stage a San Salvador – EL SALVADOR, con Agenzia Nazioni Unite, 1994; Ricerca per Tesi di specializzazione presso l’Università del Saarlandes – Saarbrucken- GERMANIA , 1996).
E’ vice presidente e socio fondatore dell’associazione, con sede legale in Bari, ispirata i principi e alle linee guida della Strategia di Lisbona e del Trattato di Riforma dell’UE, che si chiama INSIEME EUROPANET, www.insiemeuropanet.eu.
Tra le passioni principali il nuoto, la bicicletta, il mare, il cinema, la musica, le letture e i viaggi.
Cinzia De Marzo ha risposto così alle nostre domande:
Europa e Integrazione europea
1) Secondo lei, l’obiettivo dell’Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?
Sono favorevole, specialmente nel rispetto del pensiero dei padri fondatori dell’Unione europea, del calibro di Altiero Spinelli. Ci credo a tal punto da essere socia del Movimento Federalista Europeo - Sezione Luciano Bolis di Bari, da alcuni anni.
2) Quali sono i tre principali settori dove, secondo lei, i poteri del Parlamento Europeo dovrebbero essere rafforzati ed estesi?
In primis il potere di codecisione che esercita il Parlamento europeo nell’approvazione degli atti normativi comunitari andrebbe rafforzato in settori chiave quali libertà, sicurezza e giustizia, poi nella procedura di approvazione del bilancio comunitario, superando la distinzione tra spese obbligatorie (ulitma parola al Consiglio) e spese non obbligatorie (ultima parola al Parlamento) e ancora nel processo di Barcellona - Unione epr il mediterraneo- UPM, garantendo il rafforzamento del ruolo dell’APEM (Assemblea Parlamentare Mediterranea) nelle relazioni con i partner mediterranei.
3) Lei è d’accordo con l’affermazione secondo cui la mancanza in seno al PE di un forte gruppo parlamentare realmente europeista sia una delle ragioni del rallentamento del processo di integrazione europea?
Assolutamente sì e in tal senso è importante anche la dimensione della cooperazione interparlamentare efficace e regolare in seno all’UE tra i Parlamenti nazionali e quello europeo, così come prevede il Protocollo n.1 allegato al Trattato di riforma di Lisbona.
4) Secondo il suo punto di vista, cosa bisognerebbe fare per incentivare e favorire il processo di integrazione europea?
Sussiste ancora il problema della cittadinanza, per cui serve far accrescere nei cittadini la percezione di essere un popolo europeo che legittima il Parlamento europeo, quale pilastro della democrazia rappresentativa europea.
Diritti Civili
1) Secondo lei, sul tema dei diritti civili, l’Europa dovrebbe poter stabilire delle linee guida che tutti gli Stati europei devono poi rispettare?
Sì, a cominciare dall’attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza, della solidarietà e, ponendo la persona al centro della sua azione, ne riconosce i diritti e le libertà.
2) Sul testamento biologico, lei sosterrebbe in Europa, se ne avesse la possibilità, una legge di indirizzo basata sugli stessi principi del progetto del Senatore Ignazio Marino?
Parzialmente sì
3) Si batterebbe in Europa per ribadire che le coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali?
Sì, anche perchè esistono già casi modello come in Spagna e in Olanda, che hanno creato un precedente storico in Europa.
4) Qual e’ secondo lei il giusto equilibrio tra il rispetto dei diritti e il rispetto delle coscienze individuali?
Il contemperamento delle esigenze e delle istanza, espressione di un pluralismo culturale, tradizionale, etcnico, religioso e civile, da garantire con una regolamentazione flessibile ma eticamente corretta.
Sicurezza sul lavoro, salario minimo, Welfare
1) Alcuni Stati europei sono contrari ad una regolamentazione europea dei diritti dei lavoratori. Di fronte ad una ipotetica minaccia, da parte di alcuni Paesi, di uscire dall’Unione nel caso in cui si andasse in quella direzione, lei privilegerebbe l’estensione dei diritti o il mantenimento di tutti i membri?
Sarebbe riduttivo optare per una o l’altra soluzione, considerando che l’allargamento europeo è stato frutto di un lavoro durato anni. Tuttavia la necessità di intervenire con una regolamentazione europea dei diritti dei lavoratori, mi sembra preponderante.
2) Il PD ha riconosciuto come battaglie centrali negli ultimi mesi quelle per il salario minimo e la sicurezza sul lavoro, oltre a quelle da sempre portate avanti nei campi della salute e del Welfare in generale. Secondo lei, è pensabile l’idea di un “welfare europeo”, ovvero di stabilire delle garanzie minime per i lavoratori e i cittadini degli stati membri? Quale potrebbe essere un obiettivo realistico in questa direzione, e come potrebbe essere conseguito?
Sì e si dovrebbe concentrarsi sull’attuazione del Piano Nazionale di Riforma di Lisbona - PNR, che a partire dal 2005 con il rilancio della Strategia di Lisbona su crescita e occupazione, si pone come obiettivo quello di garanzie minime per i lavoratori e le lavoratrici in tutti gli ambiti occupazionali.
Ambiente, Trasporti ed energia
1) Secondo lei, le politiche per la lotta al surriscaldamento globale dovrebbero essere incoraggiate anche se a discapito della crescita economica e dell’occupazione?
Il principio cardine che governa la crescita economica è quello dello sviluppo armonioso e sostenibile dei territori, rispettoso dell’ambiente e che assuma la politica energetica del risparmio, dell’efficienza e dell’uso di energie rinnovabili, come chiave di accesso a nuovi sbocchi occupazionali, specialmente per le imprese del settore.
2) Oggi “i fondi comunitari dedicati a tutelare l’ambiente sostengono vari progetti, quali la costituzione di economie rurali, competitive e rispettose dell’ambiente, con la maggior parte dei fondi destinati agli agricoltori, l’adeguamento del settore della pesca all’impoverimento degli stock di pesce, o i programmi ambientali che incoraggiano la tutela dell’ambiente in tutti i progetti politici.” Secondo lei, sarebbe giusto spostare una parte di questi fondi ambientali da pesca e agricoltura al sostegno delle energie rinnovabili? Se si, quanti di questi fondi (una piccola parte/una buona parte/la maggior parte).
Nel bilancio comunitario 2009, si assiste già ad una maggiore percentuale di risorse destinate alle energie rinnovabili sia nell’ambito dei programmi di azione come il CIP (sottoprogramma EIE), RST, che nei Fondi Strutturali, attraverso tutti i Programmai operativi (POR, PON; POIN, PO Cooperazione territoriale europea).
3) In considerazione delle peculiarità dei prodotti enogastronomici e delle biodiversità agricole italiane, e di quanto esse rappresentano in termini di ricchezza nazionale e di incentivo alla nostra offerta turistica,crede che gli europarlamentari italiani dovrebbero fare blocco per difenderli se necessario? Secondo lei, in casi come questi è più importante privilegiare l’interesse nazionale o la solidarietà come gruppo europeo?
Da europeista convinta credo che, nel rispetto delle identità e specificità territoriali e locali, debba prevalere la solidarietà come gruppo europeo, per essere competitivi nello scenario del mercato internazionale e globale.
4) La questione del nucleare e’ abbastanza complessa e riguarda, tra gli altri, costi effettivi (costruzione, mantenimento e funzionamento, smantellamento), messa in sicurezza degli impianti e delle scorie prodotte, tempi di costruzione, comprendente anche l’accettazione da parte delle popolazioni vicine al luogo interessato, e gas serra, in un delicato bilancio che non sempre risulta a favore delle centrali a fissione rispetto ad altre forme di energia alternativa. A suo modo di vedere, in un programma europeo per la differenziazione delle fonti energetiche, quale ruole deve essere riservato al nucleare ? E perche ?
Dal mio punto di vista, non è necessario riservare spazio al nucleare. Poichè rischioso non solo per gli impianti, anche se di terza o quarta generazione, ma anche per i depositi di scorie, mentre invece attraverso un efficace utilizzo delle energie rinnovabili, compreso l’idrogeno (non propiamente rinvenibile in natura), se ne può fare a meno.E’ preferibile attuare la meglio, il Piano di azione per l’efficienza energetica dellla Commissione europea del 2007, perseguendo i 3 obiettivi del 20%.
Libertà d’informazione
1) Secondo lei, il problema della concentrazione del potere mediatico all’interno dei singoli Paesi europei deve essere affrontato principalmente come un problema legato all’antitrust e alla concorrenza, oppure come un problema legato alla democrazia? In ogni caso, crede che si dovrebbero stabilire a livello europeo dei tetti pubblicitari per i diversi mezzi di informazione (TV, carta stampata, internet, etc.)?
Sì, è necessario assicurare una sana e corretta competizione mediatica, che non generi eccessive disparità di trattamento.
2) Secondo lei le regole minime sugli standard di democrazia per i Paesi della UE, anche per Paesi che ne fanno già parte, devono considerare anche i temi della libertà d’informazione? A suo giudizio, la situazione italiana come dovrebbe essere valutata secondo criteri in questo campo (normale, delicata, grave, molto grave)? E secondo lei come dovrebbero essere affrontate eventuali violazioni di questi standard da parte di Paesi già membri?
In Italia viviamo da anni un avera anomalia, grave e preoccupante. occorrerebbe prevedere dei meccanismi sanzionatori, magari anche adottando norme più vincolanti (ad.regolamenti)
3) Cosa ne pensa della possibilità, di cui si parla in questi giorni, di emanare leggi che in qualche modo limitino e controllino il flusso di informazioni su internet?
Essendo internet ormai il principale canale di diffusione delle informazioni, è giusto filtrarle, magari selezionarle, ma non limitarle e controllarle in modo coatto.
Impegni personali se verrà eletto
1) Oggi i dati sulle assenze dei singoli deputati europei sono riservati. Lei è disposto ad impegnarsi a rendere pubblici i dati riferiti alla sue assenze? E’ favorevole a votare una modifica dei regolamenti perché il Parlamento Europeo renda pubblici questi dati per tutti i deputati?
Sì
2) Lei personalmente a quale raggruppamento europeo vorrebbe aderire nel PE: PSE, ALDE, o un altro da creare?
Un apparentamento al PSE
3) Attualmente il conservatore José Manuel Durao Barroso con l’appoggio unanime del PPE (suo partito di appartenenza) e di una parte sostanziale del PSE sembra essere destinato ad un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. Lei è d’accordo? Non pensa che le forze europee riformiste e di sinistra debbano promuovere un candidato che sia espressione di una Europa diversa da quella rappresentata dal candidato conservatore portoghese?
Sì, e sarei favorevole ad un candidato donna che ambisca a diventare il nuovo Presidente della Commissione europea.


